Diritto

Assegno familiare agli stranieri anche se i congiunti sono residenti all’estero

Assegno familiare agli stranieri anche se i congiunti sono residenti all’estero
E’ illegittima la normativa che subordina, a differenza di quanto previsto per i cittadini italiani, il riconoscimento dell’assegno per il nucleo familiare agli stranieri lungo-soggiornanti al requisito della residenza in Italia dei loro familiari

E’ illegittima la normativa che subordina, a differenza di quanto previsto per i cittadini italiani, il riconoscimento dell’assegno per il nucleo familiare agli stranieri lungo-soggiornanti al requisito della residenza in Italia dei loro familiari. Lo ha stabilito il Tribunale di Brescia con la sentenza n. 4163/2014 del 13 aprile 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dal ricorso presentato da alcuni lavoratori stranieri, residenti in Italia e titolari di permesso di soggiorno CE di lungo periodo, avverso la contestazione avanzata dall’INPS per indebita percezione di somme erogate a titolo di assegno per il nucleo familiare, e ciò per i periodi di assenza dall’Italia dei loro familiari. Chiedevano dunque di accertare e dichiarare il loro diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare anche nei periodi indicati nei verbali di accertamento e comunque alle medesime condizioni alle quali detto assegno viene riconosciuto ai cittadini italiani, dichiarando quindi l’insussistenza dell’indebito contestato.

Ad avviso dell’INPS, era pacifico che i familiari dei ricorrenti non fossero presenti in Italia per i periodi nei quali era stata chiesta la restituzione di quanto versato a titolo di assegno per il nucleo familiare e, quindi, i lavoratori stranieri non avevano per tali periodi diritto a percepire il citato assegno in forza di quanto disposto dall’art. 2, comma 6, della legge n. 153/1988, a norma del quale “non fanno parte del nucleo familiare il coniuge, i figli e i figli equiparati del cittadino straniero che non risiedono in territorio italiano” (mentre invece tale restrizione non è prevista per i cittadini italiani).

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI BRESCIA
Il Tribunale di Brescia ha accolto il ricorso presentato dai lavoratori. Sul punto, ritiene il giudice che la legge n. 153/1988 violi, nella parte in cui riserva un diverso trattamento ai cittadini italiani da una parte ed agli stranieri lungo-soggiornanti dall’altra, quanto disposto dall’art. 11, commi 1 e 4, della direttiva 2003/109/CE a norma del quale “il soggiornante di lungo periodo gode dello stesso trattamento del cittadino nazionale per quanto riguarda (…) le prestazioni sociali, l’assistenza sociale e la protezione sociale ai sensi della legislazione sociale (…). Gli Stati membri possono limitare la parità di trattamento in materia di assistenza sociale e protezione sociale alle prestazioni essenziali”.

È vero – prosegue la sentenza – che la direttiva è stata recepita dal legislatore italiano con l’art. 7 del D.Lgs. n. 3/2007, che ha sostituito l’art. 9 del D.Lgs. n. 286/1998, stabilendo, al comma 12, lett. c), che il lungo-soggiornante può “usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale (…), salvo che sia diversamente disposto e sempre che sia dimostrata l’effettiva residenza dello straniero sul territorio nazionale”. Tuttavia, lo Stato Italiano non si è avvalso di tale facoltà di deroga, che non può ravvisarsi nella stessa formulazione letterale dell’art. 2, comma 6, della legge n. 153/1988 in quanto, per avvalersi della facoltà di cui alla direttiva, lo Stato avrebbe dovuto operare una scelta espressa, come tale successiva e non antecedente alla direttiva ed al suo recepimento (cfr. Corte di Giustizia, sent. n. 24 aprile 2012 C-571/10 Kamberaj).

Ne consegue la necessaria disapplicazione, per contrasto con la direttiva 2003/109/CE, dell’art. 2, comma 6, della legge n. 153/1988 nella parte in cui subordina, a differenza di quanto previsto per i cittadini italiani, il riconoscimento dell’assegno per il nucleo familiare agli stranieri lungo-soggiornanti al requisito della residenza in Italia dei loro familiari.

Tribunale di Brescia – Sentenza N. 4163/2014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *