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Assegni familiari dei Comuni per i nuclei con almeno tre figli e I.S.E. basso

Assegni familiari dei Comuni per i nuclei con almeno tre figli e I.S.E. basso
I nuclei familiari con almeno tre figli minori e che rientrano in determinati indicatori di situazione economica I.S.E. possono ottenere l’assegno per il nucleo familiare concesso dai Comuni ed erogato dall’Inps

Tra le prestazioni a sostegno del reddito erogate dall’Inps, ma stavolta per concessione del Comune di residenza, vi è un assegno alternativo all’ANF per il nucleo familiare destinato ai lavoratori dipendenti, ossia gli assegni familiari dei Comuni, che non richiedono lo status di lavoratore come requisito, ma il possesso di requisiti legati all’ISE e al nucleo familiare con almeno tre figli minori. In questi casi sussiste il diritto all’Assegno per il nucleo familiare dei Comuni.

Si tratta di un assegno, come detto, concesso dai Comuni ma erogato dall’Inps. Questa prestazione previdenziale è cumulabile con qualsiasi altro trattamento di famiglia e non costituisce reddito imponibile ai fini fiscali e previdenziali. Quindi non è assoggettato ad imposta Irpef, ad esempio. Vediamo quali sono i requisiti e come presentare la relativa domanda per l’ottenimento.

I requisiti dell’assegno per il nucleo familiare dei Comuni. L’assegno spetta al verificarsi dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o comunitario residente nel territorio dello Stato (Legge n. 338 del 2000, art. 80 comma 5);
  • nucleo familiare composto almeno da un genitore e tre figli minori (appartenenti alla stessa famiglia anagrafica), che siano figli del richiedente medesimo o del coniuge o da essi ricevuti in affidamento preadottivo;
  • risorse reddituali e patrimoniali del nucleo familiare non superiori a quelle previste dall’indicatore della situazione economica (I.S.E.) valido per l’assegno.

Il requisito dell’ISE. Riveste quindi particolare importanza l’indicatore della situazione economica (I.S.E.).

Per la verifica del diritto alla prestazione il richiedente deve presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) contenente i redditi ed i patrimoni del proprio nucleo familiare.
I redditi sono quelli che risultano dall’ultima dichiarazione fiscale dei componenti il nucleo familiare. I patrimoni, mobiliari e immobiliari, sono quelli posseduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della D.S.U.

L’importo dell’assegno. L’assegno familiare dei Comuni consiste in un assegno mensile al nucleo familiare erogato dall’Inps, per conto del Comune, per tredici mensilità annue. L’importo dell’assegno è annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT.

La decorrenza dell’assegno familiare dei Comuni varia dal 1° gennaio dell’anno in cui si verificano i requisiti richiesti, oppure dal 1° giorno del mese in cui matura il requisito relativo alla composizione del nucleo (almeno tre figli minori), se l’evento si è verificato nel corso dell’anno.

Le modalità di presentazione della domanda. La domanda non va presentata all’Inps ma deve essere presentata al Comune di residenza entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale è richiesto l’Assegno al nucleo familiare (ANF). La domanda deve essere accompagnata da una dichiarazione sulla composizione e sulla situazione economica del nucleo familiare (I.S.E.).

Le modalità di pagamento. A provvedere al pagamento è invece l’Inps, con cadenza semestrale posticipata (entro il 15 luglio e il 15 gennaio) per i dati ricevuti almeno 45 giorni prima della scadenza del semestre. Il richiedente deve indicare sulla domanda la modalità di pagamento. In particolare, il richiedente deve indicare sulla domanda una delle seguenti modalità di pagamento:

  • bonifico bancario o postale;
  • allo sportello di un qualsiasi Ufficio Postale del territorio nazionale localizzato per CAP, previo accertamento dell’identità del percettore: da un documento di riconoscimento; dal codice fiscale; dalla consegna dell’originale della lettera di avviso della disponibilità del pagamento trasmessa all’interessato via Postel in Posta Prioritaria.

Ovviamente, caso di accredito in conto correte bancario o postale, devono essere indicati anche gli estremi dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione nonché le coordinate bancarie o postali (IBAN).

La cessazione del diritto all’assegno. Il diritto all’assegno cessa dal 1° gennaio dell’anno in cui viene a mancare il requisito del reddito oppure dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui viene a mancare il requisito relativo alla composizione del nucleo.

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