Lavoro

Assegni familiari, dal 1° luglio cambiano gli importi. Come funzionano e come richiederli

Pubblicate le tabelle con le rivalutazioni degli importi che spettano a dipendenti e pensionati con famiglia. Chi ne ha diritto e come richiedere l'assegno
Pubblicate le tabelle con le rivalutazioni degli importi che spettano a dipendenti e pensionati con famiglia. Chi ne ha diritto e come richiedere l’assegno

Dal 1° luglio entrano in vigore i nuovi importi validi fino al 30 giugno 2014, rivalutati come ogni anno in base all’aumento del costo della vita, calcolata dall’Istat nella misura del 3%.

Gli assegni per il nucleo familiare (Anf), chiamati comunemente “assegni familiari” (che però, a rigore, sono una prestazione diversa riservata ad altri soggetti), rientrano tra le prestazioni a sostegno del reddito che l’Inps riserva a tutti coloro che percepiscono “reddito da lavoro dipendente“, quindi non soltanto i lavoratori dipendenti veri e propri. Una forma di welfare che ancora sopravvive ai tagli. Vediamola più in dettaglio.

A chi spetta l’assegno. Hanno diritto all’Anf:

  • i lavoratori dipendenti (anche part-time);
  • i lavoratori para-subordinati iscritti alla gestione separata Inps e coloro che sui compensi ricevuti versano un’aliquota aggiuntiva per le prestazioni non pensionistiche);
  • i pensionati ex dipendenti;
  • i soggetti in mobilità o cassa integrazione o con indennità di disoccupazione;
  • i collaboratori domestici (Colf e badanti).

Come si calcola. L’entità dell’assegno varia sostanzialmente in base a due parametri:

  • Reddito familiare complessivo, che è costituito dalla somma di tutti i redditi presenti nel nucleo familiare (relativi al 2011), anche quelli non di lavoro e soggetti ad imposta sostitutiva (es. redditi da locazione tassati con cedolare secca, interessi sul conto corrente, ecc.) ma solo se superano i 1.032,91 euro. (Ricordiamo che con l’introduzione dell’Imu il reddito degli immobili non locati, compresi quelli a disposizione o concessi in comodato, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef);
  • Composizione della famiglia, cioè il numero di componenti.

Rientrano nella composizione del nucleo familiare:

  • il coniuge (non separato);
  • figli (naturali, adottivi, affidati) di età inferiore a 18 anni (o a 21 anni se studenti in famiglie con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni) o senza limiti di età se disabili, purché non coniugati;
  • fratelli e i nipoti (collaterali o in linea retta), minori o maggiorenni inabili, se sono orfani di entrambi i genitori e non coniugati.

Gli importi variano anche in base al fatto che la famiglia abbia due o un solo genitore, che ci siano disabili ecc.

In alcuni casi va richiesta un’autorizzazione specifica all’Inps per includere determinati soggetti nel nucleo familiare (es. figli naturali propri o del coniuge). La richiesta va fatta con apposito modulo disponibile sul sito dell’Inps.

Come si presenta la domanda. L’Anf va richiesto:

  • per i lavoratori dipendenti e i cassintegrati: al datore di lavoro;
  • per i pensionati, i lavoratori para-subordinati, i percettori di indennità di mobilità e disoccupazione, i collaboratori domestici: direttamente all’Inps.

La trasmissione delle domanda deve avvenire:

  • per via telematica direttamente sul sito dell’Inps previa registrazione;
  • tramite il Contact Center integrato, chiamando il numero verde 803.164;
  • tramite patronati e intermediari dell’Inps.

Il pagamento. Il pagamento dell’assegno – in busta paga o con bonifico dall’Inps – decorre dalla presentazione della domanda ma il diritto all’assegno nasce nel momento in cui si realizzano le condizioni, quindi in caso di domanda tardiva si ha diritto agli arretrati. Il diritto a richiedere gli arretrati si prescrive in 5 anni.

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