Fisco

Arriva la black list fiscale europea

Arriva la black list fiscale europea
Arriva l’ok al piano di azione UE. Al via consultazione sulla tassazione delle multinazionali. La Commissione considera 30 paesi non cooperativi

Arriva la lista dei paesi non cooperativi fiscalmente per la Commissione Ue. I 30 Stati inseriti nell’elenco della Commissione sono considerati non rispettosi di criteri di correttezza fiscale da parte dei diversi Stati membri.
La situazione risulta aggiornata a dicembre 2014.
La Svizzera non figura nella black list fiscale della Commissione Ue per gli sforzi intrapresi nell’abolizione di certi regimi fiscali considerati dannosi.
La Commissione si impegna ad aggiornare una volta l’anno l’elenco alla luce delle indicazioni che arrivano dai singoli Stati sui loro criteri di valutazione.
Tra gli Stati figurano tra gli altri:

  • Liechtestein;
  • Hong Kong;
  • Monaco;
  • Antigua e Barbuda;
  • Bahamas;
  • Barbados;
  • Belize;
  • Grenada;
  • Montserrat;
  • Panama;
  • Sain-Vincent e Grenadine;
  • Saint Christopher e Nevis;
  • Le Isole vergini americane;
  • Nauru;
  • Niue;
  • le Isole Marshall;
  • Vanuatu;
  • Liberia;
  • Mauritius;
  • Seychelles;
  • Guernse;
  • Brunei.

La lista è una delle misure intraprese dalla Commissione UE nell’ambito di un piano d’azione per una profonda riforma della tassazione societaria nell’Ue.
In particolare la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica sulla trasparenza fiscale delle imprese che operano nell’Unione Europea.
La Commissione punta a seguire gli stessi criteri adottati dalla Quarta direttiva sui requisiti di trasparenza delle banche anche per le multinazionali operanti in Ue.

Si tratta dunque di richiedere obblighi di informazioni pubbliche sui conti fiscali delle multinazionali come Google o Amazon, arrivando a applicare la tassazione nel paese dove si producono i profitti.

Un’altra strada che la Commissione percorrerà è quella di migliorare il sistema dei prezzi di trasferimento e attuare regole più severe per i regimi fiscali preferenziali.

Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l’euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: «Oggi abbiamo presentato un piano ambizioso ma realistico per una tassazione più equa e più favorevole alla crescita nell’UE. Esso si basa sul principio fondamentale secondo cui tutte le imprese – siano esse grandi o piccole, locali o mondiali – devono versare una giusta quota di imposte nel luogo in cui si svolge l’attività economica reale e dove gli utili sono effettivamente generati».

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