Lavoro

Apprendistato meno oneroso e con regole più semplici

In materia di apprendistato si prevede, fra le varie misure, anche l’abrogazione dell’onere di stabilizzazione introdotto dalla Riforma Fornero che aveva “irrigidito” la possibilità di ricorrere al contratto di apprendistato e il superamento della forma scritta del piano formativo individuale, alleggerendo dall’obbligo il datore di lavoro.

“Un provvedimento urgente che contiene interventi di semplificazione sul contratto a termine e sul contratto di apprendistato per renderli più coerenti con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo; un disegno di legge che conferisce al Governo apposite deleghe finalizzate ad introdurre misure per riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali, riformare i servizi per il lavoro e le politiche attive, semplificare le procedure e gli adempimenti in materia di lavoro, riordinare le forme contrattuali”: così il Ministero del Lavoro ha sintetizzato il contenuto del decreto legge contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.

Quando entrano in vigore le norma sull'apprendistato?

Le norme di modifica al Testo Unico sull’apprendistato sono contenute in un decreto legge e, dunque, non devono attendere la pubblicazione di ulteriori provvedimenti, come previsto, invece, per le norme sugli ammortizzatori sociali in ordine ai quali il Governo ha sei mesi di tempo per esercitare la delega.

La forma del contratto, del patto di prova e del piano formativo

Il decreto legge prevede una modifica all’art. 2, comma 1, lett. a) del Testo Unico laddove – all’interno del citato articolo si specifica che la disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nel rispetto dei principi ivi enucleati.

In particolare, ad oggi si prevede l’obbligo dell’adozione della forma scritta (sanzionato nei termini poi previsti dal medesimo T.U.) per il contratto di apprendistato, per il patto di prova e del relativo piano formativo individuale da definire, anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali, entro trenta giorni dalla stipulazione del contratto.

A seguito di quanto previsto dal decreto legge, la forma scritta riguarderà solo il contratto e il patto di prova.

“Salta”, dunque, la previsione della forma scritta del piano formativo individuale “alleggerendo” così uno degli obblighi posti a carico del datore di lavoro.

Forme e modalità di conferma in servizio del lavoratore

Altro passaggio che scompare dal Testo Unico riguarda – sempre all’art. 2, comma 1, lett. i) – la possibilità di forme e modalità per la conferma in servizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al termine del percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato, fermo restando quanto previsto in ordine al numero complessivo di apprendisti che possono essere assunti dal datore di lavoro (il comma 3 in questione dell’art. 2 del T.U. non viene modificato dal decreto legge in esame).

Detta norma sulle clausole di stabilizzazione contrattuale (non legata alle dimensioni dell’organico del datore di lavoro) si coordina, come aveva a suo tempo specificato il Ministero del Lavoro, con i successivi commi 3-bis e 3-ter che sono abrogati.

Norme sulla “stabilizzazione” dei rapporti di lavoro in apprendistato

Di rilievo, dunque, appare l’ulteriore intervento sull’art. 2, commi 3-bis e 3-ter pensato per limare le rigidità introdotte nel 2012 dalla riforma Fornero. Trattasi, infatti, delle norme sulla c.d. “stabilizzazione” legale dei rapporti introdotte ad opera dell’art. 1, comma 16, lett. d), L. 28 giugno 2012, n. 92.

Si ripristina la situazione iniziale, precedente alla Riforma Fornero, ove non si prevedevano condizioni ostative all’assunzione con contratto di apprendistato legate alla conferma in servizio di precedenti rapporti di lavoro.

Richiamiamo alla mente le previsioni in esame che vengono meno con il varo del decreto legge:

  • l’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro;
  • la percentuale viene fissata al 30% per il periodo fino al 2015;
  • dal computo della percentuale sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa;
  • qualora non sia rispettata la predetta percentuale, è consentita l’assunzione di un ulteriore apprendista rispetto a quelli già confermati, ovvero di un apprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendisti pregressi;
  • quanto precede non si applica nei confronti dei datori di lavoro che occupano alle loro dipendenze un numero di lavoratori inferiore a dieci unità.

Viene meno, di conseguenza, la norma che prevede che gli apprendisti assunti in violazione dei limiti indicati sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, al di fuori delle previsioni del decreto legislativo n. 167, sin dalla data di costituzione del rapporto (comma 3-bis).

Come ha operato la stabilizzazione legale?

Datore di lavoro
Limitazioni all’assunzione
1) che ha stabilizzato nei 36 mesi precedenti nr. 4 apprendisti su 8
Nessuna limitazione ad assumere nuovi apprendisti, se non quella prevista dall’art. 2, co. 3, T.U. (i.e. rapporto 3 a 2)
2) che ha stabilizzato nei 36 mesi precedenti nr. 2 apprendisti su 8
Possibile assumere n. 3 apprendisti (quelli gia’ confermati + 1, fermo restando il rispetto del citato art.2, co. 3)
3) che NON ha stabilizzato nei 36 mesi precedenti alcun apprendista
Possibile assumere n. 1 apprendista, fermo restando il rispetto del citato art. 2, co. 3

Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale: retribuzione (più leggera?)

Il decreto legge interviene sul contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (e solo su questa tipologia di apprendistato) con una modifica all’art. 3.

L’aggiunta del comma 2-ter cosa comporta? “Fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, in considerazione della componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, al lavoratore è riconosciuta una retribuzione che tenga conto delle ore di lavoro effettivamente prestate nonché delle ore di formazione nella misura del 35% del relativo monte ore complessivo”.

Dunque, si lascia spazio all’autonomia collettiva per quanto concerne la determinazione della retribuzione, ma si specifica che – in ragione della componente formativa – la retribuzione tenga conto delle ore di lavoro effettivo e delle ore di formazione, nelle misure indicate.

Come si calcola la retribuzione nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale?

Per la parte riferita alle ore di formazione, si prevede dunque che la retribuzione sia pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: obbligo di formazione di tipo professionalizzante a carico del datore di lavoro

L’ultima misura contenuta nel decreto legge riguarda il passaggio del Testo Unico ove si prevede (nella formulazione originale) che la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, svolta sotto la responsabilità della azienda, è integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto dell’età, del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista.

Con l’intervento del decreto legge, l’integrazione suddetta da parte della offerta formativa pubblica diventa una “possibilità“.

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