Italia

Apprendistato giù del 22% nei primi tre mesi

Si acuisce l'effetto negativo della crisi sul mercato del lavoro con le assunzioni in calo del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2012
Si acuisce l’effetto negativo della crisi sul mercato del lavoro con le assunzioni in calo del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2012

Si acuisce l’effetto negativo della crisi sul mercato del lavoro: le 2milioni 430mila assunzioni effettuate nel primo trimestre dell’anno equivalgono ad un calo del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2012, pari a 283mila avviamenti in meno. La novità è che la flessione interessa tutte le tipologie contrattuali, dai rapporti di lavoro a tempo indeterminato diminuiti del 10,2%, alle collaborazioni (-25,1%), all’apprendistato (-22,2%), senza risparmiare i contratti a tempo determinato (-2,7%) che nella precedente rilevazione (ultimo trimestre 2012) rappresentavano l’unico segno positivo.

È questa la fotografia che emerge dagli ultimi dati del sistema delle comunicazioni obbligatorie forniti dal ministero del Lavoro che evidenziano come il 71% delle assunzioni si concentra nei servizi con oltre 1,7 milioni di nuovi contratti (-9,7%), mentre agricoltura e industria si fermano, rispettivamente, a 367mila e poco più di 338mila rapporti di lavoro avviati. Le perdite maggiori interessano il settore industriale (-85mila assunzioni): in particolare l’industria in senso stretto (-19,6%) e le costruzioni (-21%). Dal momento che uno stesso soggetto è stato interessato in media da 1,38 rapporti di lavoro, complessivamente le assunzioni hanno interessato oltre 1 milione e 764mila lavoratori. Tornando alla tipologia contrattuale, nel primo trimestre 2013 oltre 1,5 milioni di assunzioni sono state effettuate con contratti a tempo determinato (64,2%), mentre sfiorano le 466mila unità quelle con contratti a tempo indeterminato (19,2%), circa 204mila le collaborazioni (8,4%). L’apprendistato resta ancora un canale poco utilizzato, fermandosi poco sopra i 60mila nuovi rapporti di lavoro (2,5%).

Nell’analizzare i dati del ministero l’Isfol sottolinea che il livello dell’occupazione ha raggiunto «il minimo dall’inizio della crisi economica», in particolare nel primo trimestre «si è conclusa la fase di contrazione degli avviamenti con lavoro intermittente e con contratto di collaborazione», l’andamento al netto dei fattori stagionali, si assesta su livelli fisiologici osservati nell’ultimo trimestre del 2012.

La dinamica tra il 2012 e il primo trimestre 2013, secondo l’Isfol, risente della «discontinuità registrata nei mesi immediatamente successivi l’entrata in vigore della riforma» Fornero, la legge n. 92 del luglio 2012, in relazione «principalmente al processo di pulizia imposto attraverso l’istituzione di barriere legislative all’uso distorto di talune tipologie contrattuali», con «un effetto di travaso verso altre tipologie preferenzialmente individuate dalla stessa legislazione». Per l’Isfol il mercato appare essersi “normalizzato”, dopo che nel secondo semestre 2012 al calo dell’incidenza dei contratti a progetto e a intermittenza è corrisposto un aumento di peso del contratto a termine, questo processo sembra in fase di assestamento nel primo trimestre 2013: «La tendenza alla crescita dell’incidenza del contratto a termine sul totale degli avviamenti – sostiene l’Isfol – motivata da detto effetto travaso, sembra essersi esaurita. I livelli attuali, al netto di altri fattori, rappresentano avviamenti di contratti presumibilmente compatibili e coerenti con la nuova disciplina».

Tornando ai dati del ministero, insieme alle assunzioni è in calo anche il numero delle cessazioni, pari a 1 milione 901mila (-4,2%) che interessano 1milione 317mila lavoratori. Rispetto allo stesso periodo del 2012 ci sono stati meno licenziamenti (-2,6%) e dimissioni (-12,5%). Quanto alle classi d’età, il volume maggiore di rapporti giunti a conclusione ha riguardato lavoratori appartenenti alle classi 25-34 e 35-44 anni (rispettivamente -7,4% e -3,3%).

Tra gli assunti, invece, tra le professioni più richieste figurano il bracciante agricolo (208mila rapporti di lavoro), i camerieri (61mila), seguiti da manovali (45mila unità) e facchini (39mila). Sono in prevalenza contratti a tempo determinato (62,7%), che raggiungono il 99% delle attivazioni per i braccianti agricoli e il 76% per i camerieri. Mentre si ricorre a contratti a carattere permanente per assumere collaboratori (77%) e addetti all’assistenza personale (69%).

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