Diritto

Appalto: obbligo contributivo, responsabilità solidale e termine decadenziale

Appalto: obbligo contributivo, responsabilità solidale e termine decadenziale
Il Tribunale di Milano affronta il tema della responsabilità solidale del committente per i debiti contributivi dell’appaltatore, affermando che il limite di due anni previsto dalla norma è un termine decadenziale che si applica anche ai crediti dell’ente previdenziale, ma ritiene che per evitare la decadenza sia sufficiente che entro tale termine il creditore si attivi notificando all’appaltante l’intenzione di avvalersi del vincolo di solidarietà, pur senza dare inizio all’azione di recupero

Con la sentenza n. 204 del 19 marzo 2015, il Tribunale di Milano affronta il tema della responsabilità solidale del committente per i debiti contributivi dell’appaltatore, disciplinata dall’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, affermando che il limite di due anni previsto dalla norma è un termine decadenziale che si applica anche ai crediti dell’ente previdenziale, ma ritiene che per evitare la decadenza sia sufficiente che entro tale termine il creditore si attivi notificando all’appaltante l’intenzione di avvalersi del vincolo di solidarietà, pur senza dare inizio all’azione di recupero.

IL FATTO
La vicenda processuale prende le mosse da un verbale dell’Inps, che ha contestato ad una azienda di spedizioni, in forza del vincolo di solidarietà di cui all’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, le omissioni contributive accertate nei confronti di una ditta appaltatrice in relazione ai lavoratori occupati nell’appalto.
L’azienda committente si oppone all’avviso di addebito notificato dall’Inps ed eccepisce innanzi tutto che il contratto stipulato con l’azienda cui sono direttamente riconducibili le inadempienze contributive non va qualificato come contratto di appalto di servizi ma come contratto di trasporto, con conseguente insussistenza della responsabilità solidale.
Sostiene che spetti comunque all’Inps l’onere di provare che le omissioni contributive contestate siano riconducibili a lavoratori impiegati in esecuzione del preteso appalto.
Eccepisce inoltre la sopravvenuta decadenza dall’azione esecutiva nei confronti dell’obbligato solidale, per essere stato notificato l’avviso di addebito oltre il biennio dalla scadenza del contratto e sostiene che la responsabilità solidale del committente sia limitata solo ai contributi omessi e non si estenda alle sanzioni civili.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI MILANO
Le prime due questioni, concernenti la qualificazione giuridica del contratto e la riferibilità delle omissioni contributive ai lavoratori impiegati in esecuzione dello stesso, sono risolte dal Tribunale sulla base delle risultanze istruttorie.
Dall’esame delle clausole contrattuali e delle testimonianze emerge che l’oggetto del contratto non è il semplice trasporto di beni per conto del committente, come eccepito dall’azienda opponente, ma un complesso servizio di logistica e distribuzione che integra pienamente la fattispecie dell’appalto, con conseguente applicazione della disciplina dell’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003.
Trova inoltre conferma che le omissioni contributive contestate siano tutte riferibili a lavoratori impiegati dall’appaltatore in esecuzione del contratto.

Passando all’esame delle questioni di diritto più rilevanti ai fini di causa, ovvero dell’applicabilità anche ai crediti contributivi degli enti previdenziali del limite temporale di due anni dalla cessazione dell’appalto per la responsabilità solidale del committente e della natura di detto termine, il Tribunale di Milano risolve la prima in senso positivo e ritiene che il termine biennale, riferibile anche ai crediti degli enti previdenziali, sia posto dalla norma a pena di decadenza.
Ciò detto, a fronte della relativa eccezione formulata dall’azienda ricorrente per avere l’Inps notificato l’avviso di addebito oltre il biennio dalla risoluzione del contratto di appalto, il Tribunale osserva che la norma non prescrive al creditore di iniziare l’azione di recupero del proprio credito entro il termine di due anni, essendo invece sufficiente che entro il suddetto termine il creditore si attivi rendendo noto al committente che intende avvalersi della sua responsabilità in via solidale.
La decadenza è dunque impedita dalla notifica del verbale di accertamento ovvero da una richiesta di pagamento all’obbligato solidale.

Infine, quanto alla estensione della responsabilità solidale del committente anche all’obbligazione per sanzioni civili, evidenziata nel caso di specie l’inapplicabilità ratione temporis della norma che la esclude (art. 21 del D.l. n. 5/2012 conv. in L. n. 35/2012), rileva il Tribunale che per il periodo precedente l’entra in vigore di tale disposizione esse sono dovute, stante la loro natura giuridica di accessorio del credito derivante in maniera automatica dal mero inadempimento dell’obbligazione contributiva.

Va infine osservato che la questione dell’applicabilità del termine di decadenza anche ai crediti degli enti previdenziali non è affatto pacifica in giurisprudenza.>
Con riferimento a fattispecie regolate dalla normativa previgente, difatti, la Cassazione ha di recente stabilito che l’art. 4 della legge n. 1369/1960, che prevedeva un termine di decadenza annuale dalla cessazione dell’appalto per l’esercizio dei diritti dei dipendenti dell’appaltatore nei confronti del committente – pur facendo riferimento, oltre che crediti retributivi, anche al diritto di pretendere l’adempimento degli obblighi previdenziali – limitava l’ambito di efficacia del suddetto termine ai soli diritti del lavoratore, mentre l’applicazione del termine decadenziale non poteva essere estesa all’ente previdenziale, i cui diritti scaturenti dal rapporto di lavoro disciplinato dalla legge non sono pertanto sottoposti ad un termine di decadenza (Cass. 20 marzo 2014, n. 6532).
Nella vigenza dell’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003, la cui formulazione è di analogo tenore – in quanto il termine biennale di decadenza è ivi espressamente previsto a carico dei lavoratori che agiscano nei confronti del committente quale obbligato solidale per l’adempimento degli obblighi contributivi e previdenziali – l’applicazione del termine di decadenza ai crediti degli enti previdenziale è esclusa da parte della giurisprudenza di merito (Trib. Forlì nn. 193 e 321/2011, Trib. Genova n. 876/2014 e, da ultimo, Trib. Firenze n. 376/2015), che richiama la citata Cass. n. 6532/2014.
In assenza di pronunzie di legittimità sulla solidarietà ex art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003, la questione è dunque ancora aperta.

Tribunale di Milano – Sentenza N. 204/2015

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