Diritto

Appalto d’opera: vigilanza senza delega

Appalto d'opera: vigilanza senza delega
Nell’appalto d’opera la vigilanza sull’operato delle ditte esecutrici non è passibile di delega: il coordinatore controlla gli adempimenti delle aziende e il committente esercita una “vigilanza” sul coordinatore

Nell’appalto d’opera la vigilanza sull’operato delle ditte esecutrici non è passibile di delega: il coordinatore controlla gli adempimenti delle aziende e il committente esercita una “vigilanza” sul coordinatore. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16 depositata il 5 gennaio 2016.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Corte d’Appello di L’Aquila, confermando la decisione di prime cure, ha condannato l’amministratore di una società committente ed il coordinatore per l’esecuzione per omicidio colposo in danno di un lavoratore, deceduto a seguito di infortunio sul lavoro.
Secondo la ricostruzione operata dai giudici di merito, il 28 luglio 2006, mentre il lavoratore era impegnato in lavori di posa in opera di una guaina bituminosa sul tetto di un palazzo in costruzione, cadeva dalla apertura esistente sul tetto, adibita a lucernaio, precipitando per oltre due metri e riportando lesioni gravissime che, secondo i giudici di merito, ne avevano cagionato il decesso sei giorni più tardi.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal coordinatore per l’esecuzione. Sul punto, la Suprema Corte ribadisce come il compito del coordinatore per l’esecuzione sia quello di verificare che le misure previste dal piano di sicurezza e di coordinamento (Psc) siano adottate dalle ditte esecutrici. Nel caso di specie si trattava di porre in essere le misure che già nel piano erano state ritenute necessarie a proteggere dal rischio di cadute i lavoratori, stante la presenza di aperture nel tetto dell’edificio in costruzione.

In merito alla posizione del committente, i giudici puntualizzano la previsione di cui all’art. 93, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008 (Tu sulla salute e sicurezza sul lavoro), secondo la quale la designazione del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzioni non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica dell’adempimento degli obblighi in capo al coordinatore per l’esecuzione.

Il committente è tenuto a svolgere attività di vigilanza sull’adempimento, da parte del coordinatore per la sicurezza, della verifica che l’impresa esecutrice abbia osservato le disposizioni a essa pertinenti, contenute nel Psc. Pertanto, è palese l’infondatezza secondo cui la “delega di funzioni” rilasciata dal committente al coordinatore per l’esecuzione dei lavori esonera il committente stesso dall’obbligo di vigilare sugli adempimenti ai quali il coordinatore è tenuto. Certamente quelli del committente non sono obblighi delegabili al coordinatore sul quale è invece tenuto a vigilare, né, essenzialmente, appare imputabile il committente su compiti propri del coordinatore.

Infatti, come si rileva dalla sentenza della Cassazione che ha assolto il committente, l’affermazione svolta dalla Corte di Appello secondo cui il committente non aveva vigilato sul rispetto delle misure contenute nel Pos, non è in alcun modo connessa a specifiche circostanze di fatto, che ne evidenzino il fondamento. Né è apparsa rilevante la stessa sentenza della Corte territoriale allorché afferma quando e come l’azione di controllo del committente sull’operato del coordinatore si sarebbe e potuto svolgere, in rapporto delle fasi di lavorazione.

A partire dall’entrata in vigore del D.Lgs. n. 494/1996, nella giurisprudenza di legittimità la responsabilità del committente ha cominciato ad essere derivata dalla violazione di alcuni obblighi specifici, quali l’informazione sul rischi dell’ambiente di lavoro e la cooperazione nell’apprestamento delle misure di protezione e prevenzione, ritenendosi che resti ferma la responsabilità dell’appaltatore per l’inosservanza degli obblighi prevenzionali su di lui gravanti (Sez. 3, n. 6884 del 18/11/2008 – dep. 18/02/2009, Rappa, Rv. 242735).
Ribadito il dovere di sicurezza, con riguardo ai lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione d’opera, tanto in capo al datore di lavoro (di regola l’appaltatore, destinatario delle disposizioni antinfortunistiche) che del committente, si è anche richiamata la necessità che tale principio non conosca un’applicazione automatica, “non potendo esigersi dal committente un controllo pressante, continuo e capillare sull’organizzazione e sull’andamento dei lavori”. Ne consegue che, ai fini della configurazione della responsabilità del committente, “occorre verificare in concreto quale sia stata l’incidenza della sua condotta nell’eziologia dell’evento, a fronte delle capacità organizzative della ditta scelta per l’esecuzione del lavori, avuto riguardo alla specificità dei lavori da eseguire, ai criteri seguiti dallo stesso committente per la scelta dell’appaltatore o del prestatore d’opera, alla sua ingerenza nell’esecuzione dei lavori oggetto di appalto o del contratto di prestazione d’opera, nonché alla agevole ed immediata percepibilità da parte del committente di situazioni di pericolo” (Sez. 4, n. 3563 del 18/01/2012 – dep. 30/01/2012, Marangio e altri, Rv, 252672).
Corte di Cassazione – Sentenza N. 16/2016
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