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Antiriciclaggio: da oggi nuovi obblighi per i professionisti

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In vigore le nuove regole introdotte dall’art. 18 del Dlgs 19 settembre 2012, n.169.
Entrano in vigore oggi, mercoledì 17 ottobre 2012, nuovi obblighi per i professionisti in materia di antiriciclaggio. Le nuove regole, introdotte dall’art. 18 del decreto legislativo 19 settembre 2012, n.169 (pubblicato sulla G.U. n.230 del 2 ottobre), stabiliscono per gli intermediari – quali banche, professionisti, società fiduciarie, sim e sgr – l’obbligo di astenersi dall’instaurare o proseguire un rapporto o una prestazione con un cliente qualora non siano in grado di effettuare l’adeguata verifica del titolare effettivo. Previste inoltre sanzioni penali per i clienti che non collaborano alla verifica antiriciclaggio.

La nuova normativa è stata introdotta per contrastare il fenomeno del “riciclaggio” e delle minacce che esso può comportare nell’economia legale e nel sistema bancario e finanziario. Tale pratica consiste infatti nell’investimento di capitali ottenuti illecitamente in attività lecite, in modo che i beni derivanti da reato (furti, rapine, evasione fiscale, etc.) vengono ripuliti e reintrodotti nei circuiti economici legali.

Da oggi le banche e i professionisti sono quindi obbligati a verificare la clientela con cui hanno a che fare, identificando il titolare, l’esecutore e titolare effettivo, e ad acquisire dai clienti informazioni sulla natura e sulla finalità del rapporto o dell’operazione. Sulla base del profilo di rischio attribuito al cliente, la verifica deve acquisire informazioni per esempio sull’origine dei fondi movimentati, sulle fonti di reddito o sulla situazione lavorativa e patrimoniale di familiari e conviventi.

«Nel caso in cui non sia possibile rispettare gli obblighi di adeguata verifica – si legge nella nuova norma – relativamente a rapporti continuativi già in essere, operazioni o prestazioni professionali in corso di realizzazione, gli enti o le persone soggetti al presente decreto restituiscono al cliente i fondi, gli strumenti e le altre disponibilità finanziarie di spettanza, liquidandone il relativo importo tramite bonifico su un conto corrente bancario indicato dal cliente stesso. Il trasferimento dei fondi è accompagnato da un messaggio che indica alla controparte bancaria che le somme sono restituite al cliente per l’impossibilità di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela».

Per i clienti che non forniscono alle banche ed agli studi professionali le informazioni necessarie per eseguire l’adeguata verifica ai fini antiriciclaggio sono previste sanzioni penali (arresto da sei mesi a tre anni e ammenda da 5.000 a 50.000 euro).

A livello pratico, la norma presenta però alcuni aspetti di non facile applicazione, soprattutto per i professionisti. Mentre infatti gli istituti di credito sono usualmente detentori di fondi e strumenti finanziari di proprietà del cliente, è più difficile che tali elementi possano essere messi in mano ai professionisti. E l’impossibilità per il professionista di verificare “adeguatamente” il proprio cliente potrebbe paralizzare di fatto l’esercizio dell’attività professionale.

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