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Ansia da Fisco? ecco come superarla secondo gli esperti

Secondo Equitalia sempre più famiglie ed imprese, complice la crisi, ricorrono alla rateizzazione per affrontare le proprie spese. Lo psichiatra e Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano Michele Cucchi spiega come affrontare le conseguenti difficoltà e sconfiggere malesseri grazie all'intelligenza emotiva
Secondo Equitalia sempre più famiglie ed imprese, complice la crisi, ricorrono alla rateizzazione per affrontare le proprie spese. Lo psichiatra e Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano Michele Cucchi spiega come affrontare le conseguenti difficoltà e sconfiggere malesseri grazie all’intelligenza emotiva

Non si finisce più di pagare le tasse. E lo stress aumenta. Secondo Equitalia sempre più famiglie ed imprese, complice la crisi, ricorrono alla rateizzazione per affrontare le proprie spese (a tal proposito si consiglia la lettura di questo articolo: Equitalia: nel 2013 concesse quasi 400mila rateazioni). Insonnia, pensieri ossessivi, emicrania e disturbi intestinali sono in agguato, in particolare all’approssimarsi della scadenza fiscale.
Lo psichiatra e Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano Michele Cucchi spiega come affrontare le conseguenti difficoltà e sconfiggere ansia e malessere “da rata” attraverso l’intelligenza emotiva ed il controllo delle proprie emozioni.

Nello specifico sono 398 mila le rateizzazioni concesse da Equitalia nel 2013, per un valore di imposte che supera i 2,9 miliardi di euro. Più dei due terzi delle rateizzazioni (77,2%) riguardano persone fisiche. Sono queste le cifre diramate dalla società che si occupa dal 2007 della riscossione dei tributi su tutto il territorio. Il primato in Lombardia, dove sono state concesse 321 mila rateizzazioni per un ammontare di oltre 5 miliardi. “Questa situazione – afferma lo psichiatra e Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano Michele Cucchi nonchè autore del libro ‘Vincere l’ansia con l’intelligenza emotiva’ – è il risultato di tanti fattori che si sommano ed influenzano. E’ pur vero che il continuo cambiamento degli stessi contributi oltre che dei relativi importi, confonde le persone che non sono totalmente in grado di prevedere la propria spesa”.

IL 71% delle rateizzazioni riguarda debiti dall’ammontare contenuto, e comunque non superiore ai 5 mila euro. Il 25,8% dei debiti (uno su quattro) è compreso tra 5 mila e 50 mila euro. Solo il 3,2% supera i 50 mila euro. Considerando gli importi, il 65,9% è stato concesso a imprese mentre il restante 34,1% a persone fisiche.

Tutto questo genera ansia, malessere, demoralizzazione, che, a volte, collassano in vere e proprie forme di disagio clinico. D’altra parte, la stessa abitudine al consumismo a rate “tende a renderci più cicale che formiche”, sostiene lo psichiatra. “Ci permettiamo di evitare di pensare a “dopodomani”, pensiamo solo “nell’oggi”; ed ecco che la gente pianifica sempre meno le spese, mentre, viceversa, si innalzano le aspettative, rendendo più urgenti e necessari desideri che prima rimanevano nel cassetto”. Finisce così che all’approssimarsi delle tasse ci si rende conto che il tempo è passato e, come per gli esami all’università, “la scadenza ci coglie impreparati. Questo genera ansia che non trova uno sfogo utile”. “Vivere costantemente nella tensione di dover far fronte al fine mese – prosegue lo psichiatra Michele Cucchi – può far uscire la reazione emotiva dagli argini della normale reazione ansiosa che, come tutte le emozioni, ci aiuta a essere più efficaci nel fronteggiare gli ostacoli e le difficoltà”.

Se rispettare scadenze e pagamenti è una questione oggettivamente difficile da risolvere, è comunque sempre possibile affrontare le difficoltà nel miglior modo possibile, gestendo le proprie emozioni grazie all’intelligenza emotiva. “Usare e gestire intelligentemente le emozioni – conclude lo psichiatra Michele Cucchi – permetterà di affrontare le oggettive difficoltà con un maggior equilibrio, ci permetterà di scegliere comportamenti diversi dalla procrastinazione e dall’evitamento, che ci conducono impreparati alle scadenze e generano malessere”.

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