Lavoro

Ancora in vigore le sanzioni sulla mancata vidimazione del registro infortuni

La mancata tenuta o vidimazione del registro infortuni comporta per il datore di lavoro una sanzione da un minimo di 2.580 a un massimo di 15.490 euro
La mancata tenuta o vidimazione del registro infortuni comporta per il datore di lavoro una sanzione da un minimo di 2.580 a un massimo di 15.490 euro

Il Ministero del Lavoro, con interpello n. 9 del 27 marzo 2014, ha risposto ad un quesito avanzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in merito all’applicabilità della sanzione per mancata vidimazione del registro infortuni a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2008.

Il registro, nel quale sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell’infortunato, le cause e le circostanze dell’infortunio, deve essere conservato sul luogo di lavoro, a disposizione dell’organo di vigilanza competente, per almeno 4 anni dalla data dell’ultima registrazione o, se mai utilizzato, dalla data della sua vidimazione.
Il registro infortuni, nel caso cartaceo, deve essere tenuto senza alcun spazio bianco e le scritte debbono essere fatte con inchiostro indelebile, senza abrasioni, inoltre le eventuali rettifiche o le correzioni devono essere eseguite in modo tale che il testo sostituito sia comunque leggibile.

L’art. 53, comma 6, del D.Lgs. n. 81/2008 prevede che “fino ai sei mesi successivi all’adozione del decreto interministeriale di cui all’art. 8, comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative al registro infortuni ed ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici”.

Le sanzioni per la mancata vidimazione. Il modello di registro infortuni stabilito dal Decreto del 1958 va preventivamente vidimato e vistato in ogni sua pagina dalle strutture dell’ASL competenti per territorio, a meno che tale obbligo sia stato abrogato (come avvenuto per esempio in Lombardia e in Campania) con legge regionale.

In attesa dell’attivazione del SINP che disciplinerà, fra l’altro, le modalità di comunicazione telematica degli infortuni e farà venir meno le disposizioni relative al registro infortuni con le relative disposizioni sanzionatorie, sono ancora soggette alla tenuta del registro, e quindi anche alla relativa vidimazione presso l’ASL competente per territorio qualora non sia stato abrogato l’obbligo dalla Regione nel cui territorio opera l’azienda, tutte le aziende che ricadono nella sfera di applicazione del D.Lgs n. 81/2008.

La mancata istituzione, tenuta o vidimazione del registro infortuni comporta per il datore di lavoro l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 89, comma 3, del D.Lgs. n. 626/1994 e s.m.i..
Tale sanzione, per cui è applicabile dapprima l’istituto dell’estinzione agevolata degli illeciti amministrativi a seguito di regolarizzazione di cui all’art. 301-bis del decreto 81/2008 e poi le procedure di cui alla legge n. 689/1981 e s.m.i., prevede che l’omessa istituzione, la mancata conservazione sul luogo di lavoro e l’irregolare tenuta (in questo caso rientra la mancata vidimazione) del registro infortuni sia soggetta alla sanzione pecuniaria da 2.580 a 15.490 euro.

Sia il pagamento in misura minima per regolarizzazione (2.580 euro) sia il pagamento in misura ridotta (5.160 euro), appaiono comunque eccessivi e sicuramente necessitanti di rimodulazione, tenuto conto che la sanzione prevista in futuro, a seguito dell’adozione del SINP, per la mancata comunicazione telematica degli infortuni prevede l’importo da 1.096 a 4.932 euro (minimo 1.096 euro, ridotto 1.644 euro), con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni, e l’importo da 548 a 1.972,80 euro (minimo 548 euro, ridotto 657,60 euro), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno.

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