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Anci, ultimatum al Governo: senza rimborso Imu stipendi comunali a rischio

Se la prima rata dell'Imu non sarà compensata ai Comuni entro domenica 22, il prossimo 30 settembre i sindaci non saranno in grado di onorare le buste paga
Se la prima rata dell’Imu non sarà compensata ai Comuni entro domenica 22, il prossimo 30 settembre i sindaci non saranno in grado di onorare le buste paga

Se la prima rata dell’Imu non sarà compensata ai Comuni entro domenica 22, il prossimo 30 settembre i sindaci non saranno in grado di onorare le buste paga. È il grido di allarme lanciato dal presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) Piero Fassino, nel corso di un’audizione in corso alla Camera davanti alle commissioni Bilancio e Finanze sul decreto di fine agosto su Imu-Cig che ha cancellato il pagamento della rata dell’Imu di settembre.

Promessi ma non ancora trasferiti 2,4 mld. Fassino, nel chiedere il sostegno del Parlamento per un sollecito intervento del Governo, ha precisato che «ad ora l’erogazione non è ancora avvenuta e sono 2,4 miliardi di euro. Si aprono problemi di liquidità giganteschi. Senza questo trasferimento a fine settembre rischiamo di non pagare gli stipendi».

Boccia (Pd) promette una sollecitazione al Governo. Dal canto suo il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd) raccogliendo anche le indicazioni dei deputati ha assunto l’impegno di procedere già oggi in una sollecitazione al Governo per definire rapidamente la questione della compensazione della prima rata, così come quella della dilazione dei termini sugli anticipi di tesoreria.

Ancora da sciogliere il nodo della II rata. Ma il nodo Imu per il 2013 non si limita alla sola prima rata. Tutta da definire, secondo Fassino, anche il trasferimento della seconda rata. È ancora da chiarire, infatti, se la compensazione della seconda rata debba essere parametrata all’aliquota base o se, al contrario, come chiede l’Anci, debba tener conto delle aliquote deliberate o che i Comuni delibereranno entro il nuovo termine del 30 novembre. Tra i nodi da sciogliere c’è poi la questione 2012, tra quanto atteso dai Comuni e quanto trasferito dallo Stato, secondo l’Anci “ballano” 700 milioni di euro. Fassino chiede quindi che la soluzione per i trasferimenti sull’Imu 2012 sia inserita nella prossima legge di Stabilità.

Le difficoltà per i bilanci di previsione. Legata alle questione Imu c’è la dilazione al 30 novembre del bilancio di previsione disposta dal decreto Imu-Cig. Ma anche in questo caso Fassino sottolinea come sia impossibile individuare un punto di equilibrio entro fine settembre. Non solo. Sulla proroga al 30 novembre «c’è un’altra aporia», precisa Fassino: «si sono dilazionati i termini al 30 novembre ma non si sono dilazionati i termini di rientro degli anticipi di tesoreria. Se non ci sarà l’erogazione della prima rata Imu, al di là dei problemi di liquidità che i comuni dovranno affrontare, sarà inevitabile una dilazione di questi termini».

Leva fiscale mai utilizzata dai Comuni. Infine una precisazione sul ricorso alla leva fiscale da parte dei Comuni: «Non è vero che i Comuni hanno compensato le riduzioni di trasferimenti effettuati dallo Stato con il ricorso alla leva fiscale. Il ricorso alle fiscalità locale dal 2007 al 2008 ha coperto solo parzialmente i tagli dello Stato. La leva fiscale non è dilatabile, e ci siamo fatti carico di rendere compatibile la fiscalità locale con le esigenze dei cittadini e delle imprese».

I nodi applicativi del Dl Imu-Cig. Tra le richieste di modifica al decreto avanzate dall’Anci: la proroga dell’entrata in vigore dell’Imu secondaria (quella sui tributi minori). Ci sono poi nodi applicativi irrisolti e manca il regolamento; sollecitata inoltre una revisione dell’imposta di soggiorno, in modo da consentire a tutti i Comuni di poterla adottare; da chiarire infine il fondo di liquidità per l’accesso all’indebitamento.

Questioni aperte: patto di stabilità e Tares. Sul patto di stabilità, poi, i Comuni chiedono un allentamento generale piuttosto che allentamenti specifici (idrogeologico o altro). Anche sul fronte Tares i Comuni sono preoccupati. L’onerosità della Tares sarà rilevante rispetto a Tarsu e Tia, sia per i cittadini sia per le imprese. Occorrerebbe dunque valutare anche un’applicazione graduale della Tares. «Sulla futura service tax abbiamo chiesto di aprire un confronto con il Governo e questo avverrà formalmente – ha spiegato il sindaco di Torino – Dal confronto sarà possibile costruire e condividere il nuovo tributo». Equità, onerosità e sostenibilità, ha precisato il presidente Anci, dovranno essere i principi guida della nuova imposta. Ma attenzione, non esiste che con la service tax il governo proceda al taglio di ulteriori trasferimenti, ha concluso Fassino.

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