Lavoro

Ammortizzatori sociali in deroga: sì alle cooperative sociali, no agli studi professionali

Ammortizzatori sociali in deroga: sì alle cooperative sociali, no agli studi professionali
Anche le cooperative sociali possono richiedere la Cig in deroga. Esclusi, invece, gli studi professionali. Il Ministero del Lavoro ha fornito alcuni chiarimenti sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, limiti di durata e ambito di applicazione

Il Ministero del Lavoro, con nota prot. n. 5425 del 24 novembre 2014, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’ambito di applicazione del D.I. n. 83473 del 1° agosto 2014 sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente, dando riscontro a quesiti presentati dalle Regioni.

In riferimento al trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga alla normativa vigente, l’art. 2, comma 3, del decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014, stabilisce che possono richiedere il trattamento le imprese di cui all’art. 2082 del codice civile.
Ai sensi dell’art. 3, comma 1, del medesimo decreto, possono accedere al trattamento di mobilità in deroga i lavoratori che provengono da imprese di cui all’art. 2082 del codice civile.

Al riguardo, il Ministero ribadisce quanto indicato nell’ambito della circolare n. 19 dell’11 settembre 2014 ossia che il trattamento di cassa integrazione guadagni in deroga può essere richiesto soltanto dai soggetti giuridici qualificati come imprese, cosi come individuate dall’art. 2082 del codice civile. Rientrano nell’ambito di applicazione definito dal comma 3 anche i piccoli imprenditori di cui all’art. 2083 del codice civile (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti). Il piccolo imprenditore, infatti, è sottoposto allo statuto generale dell’imprenditore, sia pure con alcune peculiarità definite dalla legge con la finalità di uno snellimento e semplificazione degli adempimenti. Le medesime considerazioni valgono anche per identificare le imprese da cui provengono i lavoratori che possono accedere al trattamento di mobilità in deroga.

Al riguardo, il Ministero precisa che anche le cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, evidentemente con riferimento ai lavoratori che hanno instaurato con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato, possono richiedere il trattamento d’integrazione salariale in deroga, in quanto rientranti nella nozione di impresa di cui all’art. 2082 del codice civile.

Sono invece escluse dalla possibilità di richiedere il trattamento, in via meramente esemplificativa, tra le altre, le associazioni sindacali o datoriali e gli studi professionali.

Le medesime considerazioni valgono con riferimento alle disposizioni relative al trattamento di mobilità in deroga.

Con riferimento ai lavoratori destinatari del trattamento d’integrazione salariale in deroga, il decreto dispone che esso può essere concesso o prorogato ai lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati, subordinatamente al conseguimento di una anzianità presso l’impresa di almeno 12 mesi alla data d’inizio del periodo d’intervento.

Con riferimento alle prestazioni in deroga relative all’anno 2014, l’art. 6, comma 1, del decreto dispone che le prestazioni possano essere concesse ai lavoratori subordinati che siano in possesso di un’anzianità presso l’impresa di almeno 8 mesi (anziché 12) alla data di inizio del periodo di intervento di cassa integrazione guadagni in deroga.

Per i lavoratori in somministrazione, ai fini dell’accesso al trattamento d’integrazione salariale in deroga, secondo quanto comunicato dall’INPS, l’anzianità di servizio del lavoratore viene verificata presso l’agenzia di somministrazione in quanto suo datore di lavoro. Il rapporto di lavoro è infatti instaurato tra agenzia di somministrazione e lavoratore somministrato presso un utilizzatore.

Il Ministero fa presente che è da escludersi, inoltre, la concessione dei trattamenti di mobilità in deroga in favore dei lavoratori che siano in possesso dei requisiti per accedere prioritariamente ai trattamenti di mobilità ordinaria (legge n. 223/1991), alle indennità ASpI e MiniASpi, alle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti. Parimenti, non è possibile concedere il trattamento di mobilità in deroga a seguito della conclusione della fruizione del trattamento di mobilità ordinaria, dell’indennità ASpl o MiniASpi, delle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti.

In merito, infine, ai limiti massimi di durata al fine della determinazione delle durate massime di concessione del trattamento d’integrazione salariale in deroga, si computano tutti i periodi di integrazione salariale in deroga precedentemente concessi, anche afferenti a diversi provvedimenti di concessione o proroga, emanati in sede territoriale e/o in sede governativa. Tuttavia, in sede di prima applicazione del decreto e, comunque non oltre il 24 novembre 2014 (data di emanazione della nota ministeriale), su richiesta delle Regioni, si possono conteggiare i periodi di Cig effettivamente fruiti dall’azienda richiedente. Per periodo di Cig fruito dall’azienda si intende il lasso temporale che va dalla prima sospensione effettuata del primo lavoratore in Cig all’ultima sospensione dell’ultimo lavoratore in Cig.

Ministero del Lavoro – Nota N. 5425/2014

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