Lavoro

Al via la riforma delle ispezioni sul lavoro

Al via la riforma delle ispezioni sul lavoro
La quarta delega del Jobs Act prevede la razionalizzazione e semplificazione delle ispezioni. Il decreto delegato attuativo, molto probabilmente, andrà nella direzione dell’istituzione di un’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro e l’integrazione, in un’unica struttura, dei servizi ispettivi del Ministero del Lavoro, dell’INPS e dell’INAIL. Se la razionalizzazione dell’attività ispettiva seguirà questo percorso, ci sarà da attendersi un radicale cambiamento nell’attuale asset non solo dal punto di vista procedurale, ma anche funzionale, con la modifica delle diverse regolamentazioni e la riorganizzazione del personale preposto

Tra le cinque deleghe contenute nel Jobs Act, la quarta prevede un intervento in materia di ispezioni sul lavoro attraverso misure di coordinamento ovvero l’istituzione di una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro.
Dunque, a quasi dodici anni dalla legge Biagi, il legislatore affida al Governo un nuovo intervento con la finalità rendere più efficiente l’attività ispettiva.
Ricordiamo, infatti, che già la legge n. 30/2003 aveva previsto una delega in tal senso, adottata con l’approvazione del decreto legislativo n. 124/2004.
Un provvedimento peraltro modificato significativamente con un’altra legge che curiosamente presenta una numerazione analoga al Jobs Act: la legge n. 183/2010.
La delega prevista dalla legge 10 dicembre 2014, n. 183, al comma 7 dell’unico articolo del provvedimento pubblicato nella G.U. 15 dicembre 2014, n. 290 ed in vigore dal 16 dicembre, contiene un intervento anche in materia di ispezioni sul lavoro che mira ad una maggiore integrazione organizzativa dei diversi soggetti preposti alla vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale.

La quarta delega
La delega interessata è quella relativa al riordino dei contratti di lavoro che tra gli scopi si prefigge anche quello “di rendere più efficiente l’attività ispettiva” delegando il Governo ad adottare entro sei mesi, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, un provvedimento che preveda la razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva.

Gli interventi per concretizzare tale obiettivo riguardano due ambiti:

  1. quello relativo alle attività svolte dagli ispettori di vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’INPS e dell’INAIL;
  2. quello relativo ai servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale.

Attività degli ispettori di vigilanza
Nel primo caso, il raggio di azione dell’esecutivo nell’adozione della delega è duplice: prevedere o misure di coordinamento tra gli ispettori del lavoro e di quelli degli istituti previdenziali, oppure una vera e propria fusione tra tali organi che attualmente, peraltro, non svolgono compiti analoghi o comunque con completamente sovrapponibili, e soprattutto con prerogative differenti.
La prima opzione, ovvero quella di assicurare in tale ambito un coordinamento, non appare quella più probabile poiché, salvo volerla migliorare e non si immagina la necessità di una delega per una simile ipotesi, il coordinamento è già previsto.
Il decreto legislativo n. 124/2004, infatti, prevede in maniera puntuale:

  • un coordinamento a livello centrale affidato al Ministero del Lavoro (cfr. art. 1) con l’istituzione di una Direzione generale che sovraintende alle attività ispettive svolte dai soggetti che effettuano vigilanza in materia di rapporti di lavoro (cfr. art. 2);
  • una Commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza (cfr. art.3) composta dal Ministro del Lavoro o da un sottosegretario delegato, dal direttore generale della direzione generale, dal Direttore generale dell’INPS e dell’INAIL, dal Comandante generale della Guardia di finanza, dal Comandante del Nucleo speciale entrate della Guardia di finanza, dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, dal Comandante del Comando carabinieri per la tutela del lavoro, dal Direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, dal Coordinatore nazionale delle aziende sanitarie locali, dal Presidente del Comitato nazionale per la emersione del lavoro nonché da quattro rappresentanti dei datori di lavoro e quattro rappresentanti dei lavoratori designati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Dunque c’è da immaginarsi un intervento più strutturale attraverso un decreto delegato che vada verso quella che viene indicata nella norma quale Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, tramite l’integrazione in un’unica struttura dei servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’INPS e dell’INAIL.
Un’opzione tuttavia più radicale poiché va ricordato che se da un lato le competenze del personale ispettivo del Ministero del Lavoro è ampio, quello degli ispettori di vigilanza dell’INPS e dell’INAIL è limitato agli accertamenti in materia di contribuzione, previdenza, assistenza, premi assicurativi.
Soprattutto, solo i primi sono a pieno titolo ufficiali di polizia giudiziaria secondo le attribuzioni ad essi assegnate dalla disciplina in materia di lavoro, con tutti i poteri e conseguenze che tale ruolo gli assegna, compreso quello di svolgere attività di propria iniziativa, nonché effettuare le indagini ed altre attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria.
Un potere peraltro ampio anche sotto il profilo dell’accesso in azienda o meglio dei luoghi di lavoro che, ai sensi dell’articolo 8 del D.P.R. n. 520/1955, può avvenire “in qualunque ora del giorno e della notte“.
Più limitato invece quello degli ispettori previdenziali i quali invece possono svolgere attività di accertamento più documentale, tant’è che la legge n. 638/1983 prevede all’art. 3 che l’accesso nei locali aziendali sia finalizzato all’esame dei documenti del lavoro (libri ed altra documentazione relativa all’assolvimento degli obblighi contributivi ovvero dell’erogazione delle prestazioni).
Va peraltro evidenziato che un maggior ambito di svolgimento dell’attività ispettiva può riguardare anche gli ispettori degli istituti previdenziali nella misura in cui esso sia teso al contrasto del lavoro sommerso.
Dunque se la direzione che si intende seguire, e che appare peraltro quella come si è detto più verosimile, è quella di un’integrazione tra i diversi enti, ci sarà da attendersi una radicale modificazione dell’attuale disciplina ispettiva non solo dal punto di vista procedurale, ma anche funzionale, con necessaria modificazione delle diverse discipline che incidono nello svolgimento dell’attività ispettiva nonché del personale ad essa preposto.

Servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali
Passando invece all’altro ambito di intervento, relativamente ai servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale non è prevista alcuna forma di integrazione ma esclusivamente generici strumenti e forme di coordinamento su cui evidentemente il riempimento di contenuto è demandato al decreto delegato.
Naturalmente le finalità sono quelle relative all’ottimizzazione delle attività nei campi della sicurezza del lavoro e degli ambienti di lavoro, ambiti che vedono attualmente intervenire in particolare lo Stato attraverso gli organi di vigilanza del Ministero del Lavoro, e le Regioni attraverso il personale delle aziende sanitarie nonché delle agenzie con compiti in materia di tutela dell’ambiente.

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