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Al via il confronto sugli studi di settore

Al via il confronto sugli studi di settore
L’Agenzia delle Entrate invita i contribuenti soggetti agli studi di settore a sistemare eventuali anomalie o rimediare a dimenticanze commesse per il triennio 2009-2011

L’Agenzia delle Entrate invita i contribuenti soggetti agli studi di settore a sistemare eventuali anomalie o rimediare a dimenticanze commesse per il triennio 2009-2011.
Le segnalazioni più frequenti ricevute dai contribuenti riguardano una presunta “incoerenza relativa all’incidenza dei costi residuali di gestione” e la mancata presentazione del modello studi di settore, con il consequenziale invito a presentarlo, se obbligati. Per le imprese, una delle presunte incoerenze ha per oggetto il valore delle rimanenze che è spesso esagerato rispetto ai ricavi dichiarati.

Capita anche il caso di commercianti al dettaglio di alimentari, con rimanenze superiori ai ricavi dichiarati nell’anno. Con un comunicato stampa, diramato ieri, l’Agenzia delle Entrate avverte che dal 26 giugno i soggetti che hanno ricevuto o riceveranno una comunicazione di anomalia da studi di settore per il triennio 2009-2011 potranno fornire chiarimenti o precisazioni tramite il software «Comunicazioni anomalie 2013».
Il programma, pubblicato sul sito delle Entrate, consente di:

  • segnalare eventuali imprecisioni ed errori riscontrati nei dati riportati nella comunicazione inviata dall’Agenzia delle Entrate;
  • indicare i motivi che hanno determinato l’anomalia e altre informazioni rilevanti.

Per inviare la comunicazione basta essere in possesso del codice pin necessario per usare i servizi internet dell’Agenzia delle Entrate o avere ottenuto autorizzazione per accedere a Entratel, che è il canale telematico usato prevalentemente dagli intermediari abilitati.

Nella lettera inviata ai contribuenti che non hanno presentato il modello degli studi di settore, l’Agenzia avverte che l’omessa presentazione può comportare:

  • una sanzione di 2.065 euro, che corrisponde al massimo importo previsto per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni;
  • una sanzione, in caso di accertamento effettuato sulla base degli studi di settore, che è aumentata del 50% rispetto all’importo minimo e massimo previsto per la rettifica delle dichiarazioni dei redditi, Iva e Irap.

Ai contribuenti con presunte anomalie emerse sulla base dei dati dichiarati, per l’anno 2011, con il modello studi di settore 2012, viene precisato che potrebbero essere inseriti nelle liste dalle quali l’amministrazione seleziona i contribuenti da sottoporre a controllo fiscale, nel caso in cui l’anomalia evidenziata con la comunicazione, così come altre dello stesso genere, dovesse essere riscontrata anche nella dichiarazione relativa al 2012, con gli studi di settore 2013, da inviare con il modello Unico 2013.

Occorre ricordare che alle comunicazioni sulle presunte anomalie o dimenticanze in materia di studi di settore, si aggiungono le altre lettere che nelle ultime settimane sono arrivate a diversi cittadini, con le quali l’Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che dal confronto dei dati indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al 2011 con le informazioni presenti nelle banche dati del fisco, risultano alcune spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati.
Questa lettera si chiude con un doppio invito: il primo è di valutare l’ipotesi del ravvedimento in scadenza il 30 settembre 2013, per la dichiarazione dei redditi del 2011; il secondo è invece riferito alla dichiarazione dei redditi 2012, da presentare nel 2013, con il contribuente che deve valutare la compatibilità delle spese effettuate con il reddito complessivo. In questo modo, il fisco, intende invitare i cittadini a “pesare” le spese effettuate, basandosi sul fatto che esse devono essere finanziate dal proprio reddito.

Per controllare il reddito dichiarato dalla persona fisica, il fisco può determinare sinteticamente il reddito sulla base del cosiddetto sintetico puro, cioè sulla base delle sole spese effettuate, oppure usare il redditometro che punta sulle spese sostenute più alcuni valori figurativi. Rimane fermo che, sia per eventuali anomalie da studi di settore, sia per eventuali omissioni di reddito, il contribuente si può “ravvedere”, con mini-sanzioni, per integrare a favore del fisco una dichiarazione annuale Iva, redditi o Irap già presentata precedentemente entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo.

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