Lavoro

Al via i nuovi modelli di valutazione dei rischi in azienda

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Sicurezza: Dvr obbligatorio per tutte le imprese dal 2013Si avvicina l’entrata in vigore della normativa sulla valutazione del rischio per i lavoratori nelle piccole imprese, da svolgere con le procedure standardizzate emanate dal ministero del Lavoro e pubblicate sulla «Gazzetta Ufficiale» il 6 dicembre 2012. Il 5 febbraio, infatti, il decreto che fissa le procedure acquista piena efficacia.
Questa entrata in vigore ha effetti differenziati sulle Pmi, a seconda delle dimensioni. Mentre infatti per le più piccole, che occupano fino a dieci dipendenti, l’obbligo di valutare i rischi tramite le procedure standardizzate è stato rinviato al 5 maggio, per quelle che occupano da 11 a 50 dipendenti l’adozione (facoltativa) è possibile, appunto, dal 5 febbraio.
Pur trattandosi di una facoltà, come previsto dall’articolo 29 comma 6 del Dlgs 81/2008, per queste imprese l’uso delle procedure rappresenta una occasione per conformare i documenti al Testo unico sulla sicurezza: il decreto interministeriale, infatti, prevede esplicitamente che gli obblighi di valutazione dei rischi per i lavoratori si considerano assolti se si adottano le procedure indicate dal decreto stesso.
In pratica, per le imprese da 11 a 50 dipendenti, si verifica una sorta di ribaltamento dell’onere della prova, perché la valutazione dei rischi si considera legalmente idonea se predisposta seguendo le procedure standardizzate.
Il modello elaborato dal ministero ha un taglio estremamente pratico, indica con chiarezza i soggetti tenuti alla valutazione abbinando alle diverse fasi specifiche schede da compilare: la prima fase è individuata nella descrizione generale dell’azienda, con la descrizione dei cicli produttivi e delle mansioni aziendali.
La seconda fase – probabilmente la più complessa – prevede l’individuazione dei rischi presenti in azienda: i moduli allegati alle procedure standardizzate sono suddivisi per famiglia di pericoli, pericoli specifici ed esempi di incidenti e criticità, ma è evidente che occorrono nozioni tecniche importanti per poter valutare, ad esempio, come richiesto dalle schede, il pericolo di crollo di pareti o solai. Infine, per ogni pericolo individuato si deve dimostrare che sono state attuate tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie a impedire o ridurre al minimo il rischio di incidenti. Con un modulo ad hoc, il datore di lavoro dovrà poi sintetizzare i risultati della valutazione e il programma di miglioramento.
L’omessa o incompleta valutazione del rischio comporta sanzioni penali significative (articolo 55 Dlgs 81/2008): ma il vero pericolo nell’omessa o non adeguata valutazione del rischio è quello di incorrere nell’imputazione di lesioni colpose o omicidio colposo, nel caso si verificasse un infortunio, ricollegabile all’omessa valutazione.

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