Diritto

L’aiuto economico del marito anche senza ricevuta mette fuori gioco l’accertamento alla moglie

Stop all’accertamento alla moglie che non considera anche l’apporto finanziario del coniuge pur in assenza di una ricevuta. Non è ragionevole, infatti, pensare che il marito imprenditore abbia distratto liquidità dalle casse sociali solo per soddisfare i creditori ignorando i bisogni della propria famiglia.

È quanto emerge dalla sentenza n. 50/3/2013 della Ctp di Brescia.

La vicenda scaturisce dal ricorso proposto da una contribuente contro due distinti avvisi di accertamento ai fini Irpef. Il fisco, a seguito delle risposte fornite dalla signora al questionario inviatole sulla sua capacità contributiva per gli anni dal 2006 al 2009, ha determinato sinteticamente il suo reddito per i periodi di imposta 2007 e 2008.

E questo perché nei due anni interessati, pur essendo la contribuente in possesso di un’abitazione principale, gravata da mutuo, e di una autovettura, non ha avuto redditi. L’interessata sostiene che in quel periodo non ha lavorato a causa di una grave malattia della figlia minore e che l’aiuto economico per il mantenimento della famiglia e dei suoi beni le è pervenuto dai familiari e dal marito. Quest’ultimo, come da relazione del curatore fallimentare, aveva distratto dalle casse sociali della società, fallita, di cui era amministratore denaro con cui, oltre a cercare di soddisfare i creditori, afferma la moglie, ha sostenuto anche la famiglia.

I giudici bresciani accolgono il ricorso. Rileva il collegio che «sarebbe contrario a qualsiasi regola di esperienza pensare che, in un momento di difficoltà finanziaria per l’azienda e per la famiglia, il coniuge imprenditore distragga fondi per cercare unicamente di soddisfare le pretese dei creditori e trascuri, invece, le esigenze primarie di vita della famiglia, così come negare che in tali momenti trovi spazio la solidarietà anche di altri familiari». Inoltre, concludono i giudici, la dazione di denaro dai familiari o dal marito alla moglie «non è mai assistita da apposita ricevuta».

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