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Agevolazioni fiscali e contributive Zone Franche Urbane: non applicabilità dei limiti di fruizione

Agevolazioni fiscali e contributive Zone Franche Urbane: non applicabilità dei limiti di fruizione
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i limiti alle compensazioni e l’obbligo di apposizione del visto di conformità non si applicano con riferimento alle agevolazioni fiscali e contributive riconosciute alle micro e piccole imprese operative nelle Zone Franche Urbane (ZFU). Escluso anche il divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti di importo superiore a 1.500 euro

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 36/E del 3 aprile 2015 ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla fruizione delle agevolazioni fiscali da parte dei soggetti economici operativi nelle Zone Franche Urbane, con particolare riferimento all’applicabilità dei limiti alle compensazioni.

Ricordiamo che l’art. 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 ha esteso l’obbligo di apposizione del visto di conformità della dichiarazione (di cui all’art. 35 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241) alle compensazioni (ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997), per importi superiori a 15.000 euro annui, dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’art. 3 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive.

Le agevolazioni ZFU consistono in una esenzione da imposizione del reddito nonché del valore della produzione netta derivanti dallo svolgimento dell’attività esercitata dall’impresa nella Zona Franca Urbana, in una esenzione dell’IMU per gli immobili siti nella ZFU, posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica, e in un esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, fruibili con il modello di pagamento F24 “telematico” mediante riduzione dei versamenti dovuti in relazione alle singole imposte per cui si gode dell’esenzione (IRPEF/IRES, IRAP e IMU) e ai contributi per i quali è concesso l’esonero.

Le compensazioni effettuate a scomputo delle imposte dirette, dell’IRAP, dell’IMU e dei contributi previdenziali rappresentano una modalità tecnica finalizzata a garantire la fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive (esenzioni fiscali ed esonero contributivo) entro il limite delle risorse stanziate.

Lo scomputo dei versamenti dovuti ai fini delle II.DD., dell’IRAP e dell’IMU, nonché dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, mediante l’utilizzo dei codici tributo istituiti per le singole Zone Franche Urbane ha natura agevolativa in quanto viene posto in essere al fine di fruire di agevolazioni fiscali e contributive ed è, in virtù del descritto meccanismo di funzionamento, assimilabile ad una compensazione verticale (imposta su imposta).
Ne deriva che non soggiace all’obbligo di apposizione del visto di conformità di cui all’art. 1, comma 574, della legge n. 147 del 2013 né al divieto di compensazione in presenza di ruoli scaduti di cui all’art. 31 del decreto legge n. 78 del 2010.

Per le medesime ragioni sopraesposte, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la compensazione in esame non sia soggetta al limite di euro 250.000 previsto per i crediti agevolativi indicati nel quadro RU di cui all’art. 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007. L’agevolazione ZFU, infatti, non viene indicata nel quadro RU della dichiarazione dei redditi ma trova esposizione in un prospetto del quadro RS.

Le suddette compensazioni non soggiacciono neanche al “limite generale” di cui all’art. 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (attualmente pari ad euro 700.000). Tale limite, infatti, non trova applicazione con riferimento ai crediti d’imposta scaturenti dall’applicazione di discipline agevolative sovvenzionali – consistenti nell’erogazione di contributi pubblici sotto forma di crediti di imposta – in quanto in tali ipotesi, essendo già predeterminati i relativi stanziamenti, non sussiste l’esigenza di controllo della spesa pubblica, sottesa all’applicazione del suddetto limite (vedasi risoluzione n. 9/DF del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 3 aprile 2008).

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 36/E/2015

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