Lavoro

Agenzie di somministrazione: legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Agenzie di somministrazione: legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Le agenzie di somministrazione possono applicare l’art. 7 della legge n. 604/1966 concernente la disciplina della procedura obbligatoria di conciliazione in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, nell’ipotesi di licenziamento di lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, occupati in ambito di gara pubblica per servizi di somministrazione di lavoro per 36 mesi

Le agenzie di somministrazione possono applicare l’art. 7 della legge n. 604/1966 concernente la disciplina della procedura obbligatoria di conciliazione in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, nell’ipotesi di licenziamento di lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, occupati in ambito di gara pubblica per servizi di somministrazione di lavoro per 36 mesi. E’ quanto chiarito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con interpello n. 1 del 12 gennaio 2015.

L’ISTANZA DI INTERPELLO
Più in particolare, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro hanno avanzato istanza di interpello al fine di sapere quale disciplina trovi applicazione, tenuto conto che l’art. 22, comma 4, del D.Lgs. n. 276/2003, indica che “le disposizioni di cui all’art. 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223, non trovano applicazione anche nel caso di fine lavori connessi alla somministrazione a tempo indeterminato. In questo caso trovano applicazione l’articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e le tutele del lavoratore di cui all’art. 12”.

Gli istanti, evidentemente in ragione della circostanza che la cessazione del rapporto è correlata alla conclusione dei servizi di somministrazione di lavoro per 36 mesi, chiedono di conoscere se, ai sensi dell’art. 22, comma 4, del D.Lgs. n. 276/2003, trattandosi di recesso del rapporto per almeno 5 lavoratori nella stessa provincia, debba farsi ricorso alla procedura prevista dagli artt. 4 e 24 della legge n. 223/1991, ovvero a quella prevista dall’art. 7 della legge n. 604/1966.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO DEL LAVORO
Preliminarmente il Ministero del Lavoro sottolinea che l’art. 7 della legge n. 604/1966, come modificato dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92/2012, concernente la disciplina della procedura obbligatoria di conciliazione in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, trova applicazione nei confronti di tutti i datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori in possesso dei requisiti dimensionali di cui all’art. 18, comma 8, della legge n. 300/1970. L’art. 24, comma 1, della legge n. 223/1991, concernente l’applicabilità della procedura di licenziamento collettivo, prevede invece che “le disposizioni di cui all’art. 4, commi da 2 a 12, e 15-bis e all’art. 5, commi da 1 a 5, si applicano alle imprese che occupino più di quindici dipendenti e che, in conseguenza di una riduzione o trasformazione di attività o di lavoro, intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell’arco di centoventi giorni, in ciascuna unità produttiva, o in più unità produttive nell’ambito del territorio di una stessa provincia. Tali disposizioni si applicano per tutti i licenziamenti che, nello stesso arco di tempo e nello stesso ambito, siano comunque riconducibili alla medesima riduzione o trasformazione”.

Ciò premesso, l’art. 22, comma 4, del D.Lgs. n. 276/2003 sembra tuttavia escludere l’applicabilità della procedura di licenziamento collettivo per le agenzie di somministrazione, per i casi in cui il recesso riguardi i lavoratori assunti a tempo indeterminato, anche se la fine dei lavori corrisponda alla cessazione dei servizi di somministrazione a tempo determinato in ambito di gara pubblica. Del resto, con tale disposizione, il legislatore ha in qualche modo equiparato tali fattispecie a quelle già previste dall’art. 4, comma 14, della legge n. 223/1991, secondo il quale “il presente articolo non trova applicazione nel corso di eccedenze determinate da fine lavoro nelle imprese edili e nelle attività stagionali e saltuarie, nonché per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato”.

Lo stesso art. 22, comma 4, tuttavia, per l’ipotesi suddetta, richiama l’applicabilità degli artt. 3 e 12 della legge n. 604/1966, i quali rispettivamente forniscono la nozione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo e fanno salve le più favorevoli condizioni previste dai contratti collettivi e dagli accordi sindacali, senza escludere che i medesimi licenziamenti debbano seguire la procedura prevista dall’art. 7 della stessa legge n. 604/1966, peraltro introdotta dalla legge n. 92/2012 e quindi successivamente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 276/2003.

Pertanto, in linea con quanto già chiarito con il precedente interpello n. 27/2013, il Ministero del Lavoro ritiene che per le ipotesi oggetto dell’interpello in esame, trovi applicazione la procedura di cui all’art. 7 della legge n. 604/1966 e non quella di cui agli artt. 4 e 24 della legge n. 223/1991.

Ministero del Lavoro – Interpello N. 1/2015

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