Diritto

Acquisto veicolo: investimento agevolabile solo se esclusivamente strumentale all’attività di impresa

Acquisto veicolo: investimento agevolabile solo se esclusivamente strumentale all'attività di impresa
L’acquisto di un veicolo può ritenersi investimento agevolabile per l’intero costo solo quando si dimostri la sua strumentalità esclusiva all’esercizio dell’impresa

L’acquisto di un veicolo può ritenersi investimento agevolabile per l’intero costo solo quando si dimostri la sua strumentalità esclusiva all’esercizio dell’impresa. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14218 dell’8 luglio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da un avviso di recupero del credito d’imposta notificato ad una contribuente, esercente attività edilizia, a seguito del mancato riconoscimento dell’agevolazione fruita per gli investimenti nelle aree svantaggiate (art. 8 della legge n. 388/2000), con riferimento all’acquisto di un automezzo (nella specie un fuoristrada).

La Ctp accoglieva il ricorso proposto dal contribuente, decisione poi ribaltata in appello dal giudice di secondo grado.
In particolare, quest’ultimo rilevava come tale veicolo non potesse qualificarsi come “autocarro” in quanto lo spazio destinato al trasporto di cose è inferiore al 50% di tutta la superficie dell’automezzo, ritenendo non ravvisabile il requisito essenziale del’uso esclusivo a fini aziendali.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione il contribuente, censurando la decisione della Corte territoriale in ordine all’accertamento degli elementi da cui poter desumere che l’automezzo acquistato non possedesse i requisiti per accedere ai benefici di legge e per non aver chiarito se il ricorrente avesse o meno destinato tale bene all’attività di impresa. Si censura inoltre l’erroneità della sentenza per non avere tenuto conto solamente delle caratteristiche tecniche dell’automezzo chiaramente indicate dalla carta di circolazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal contribuente. Osservano gli Ermellini che l’acquisto di un veicolo può ritenersi investimento agevolabile per l’intero costo solo quando si dimostri la sua strumentalità esclusiva all’esercizio dell’impresa. L’onere di tale dimostrazione, venendosi in ipotesi di riconoscimento del credito di imposta, incombe a carico di chi invoca la sussistenza dei relativi presupposti, ovvero del contribuente.

Nel caso di specie, la CTR correttamente ha rilevato come non fosse ravvisabile il requisito essenziale dell’uso esclusivo del fuoristrada a fini aziendali, rilevandone l’utilizzazione promiscua ritenendo non giustificato l’uso dell’acquisto dell’automezzo stante il modesto volume d’affari della proprietaria del veicolo e delle circostanze che negli anni 1999-2006 la stessa non aveva avuto operai alle dipendenze da trasportare.

La CTR, inoltre, ha legittimamente escluso che il fuoristrada avesse le caratteristiche per essere qualificato autocarro, ai sensi dell’art. 54 del D.Lgs. 30 aprile 1992, affermandone la destinazione quasi esclusiva al trasporto di persone, considerato che lo spazio interno destinato al trasporto di cose è inferiore al 50% di tutta la superficie.

Ne consegue il rigetto del ricorso.

L’art. 8 della legge n. 388/2000, previsto per agevolare gli investimenti produttivi in aree territorialmente svantaggiate, al secondo comma, prevede espressamente che “per nuovi investimenti si intendono le acquisizioni di beni strumentali nuovi di cui agli artt. 67 e 68 del testo unico delle imposte sui redditi (…) destinati a strutture produttive già esistenti o che vengano impiantate nelle aree territoriali di cui al comma 1 (…)”.

Dal tenore testuale della norma e della ratio alla stessa sottesa (promozione dello sviluppo industriale nelle aree depresse del paese) si evince che l’agevolazione fiscale, consistente nel riconoscimento del credito di imposta, spetti solo a quell’impresa che acquisti beni materiali mobili ed immobili strumentali, ovvero destinati ad essere esclusivamente e durevolmente utilizzati nell’impresa stessa.

L’art. 121-bis (ora 164) del TUIR, con riguardo ai veicoli, ne prevede la deducibilità integrale dei costi e delle spese solo per alcuni tipi e cioè per quelli esclusivamente strumentali all’esercizio dell’attività propria dell’impresa.

Il beneficio del credito di imposta ex art. 8, comma 2, della legge n. 388 del 2000 è riconosciuto per l’intero costo dell’investimento, solo se, in applicazione del criterio del rapporto di inerenza previsto dagli artt. 75 (ora 109) e 121-bis (ora 164) del TUIR, approvato con D.P.R. del 22 dicembre 1986, n. 917, il contribuente dà prova dell’esclusiva strumentalità del bene acquistato all’esercizio dell’impresa.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 14218/2015

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