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Acquisti posti in essere dagli organismi di formazione: IVA indetraibile

Acquisti posti in essere dagli organismi di formazione: IVA indetraibile
L’organismo di formazione professionale non ha diritto alla detrazione per i beni e servizi utilizzati esclusivamente nell’ambito di servizi di formazione esclusi da IVA, in quanto resi a titolo gratuito.

Dato che, ai fini dell’esercizio della detrazione IVA, il requisito di inerenza deve essere verificato in relazione alle operazioni attive, l’organismo di formazione professionale non ha diritto alla detrazione per i beni e servizi utilizzati esclusivamente nell’ambito di servizi di formazione esclusi da IVA, in quanto resi a titolo gratuito. Si tratta della risposta fornita dal Ministero dell’Economia e delle finanze all’interrogazione parlamentare n. 5-06067 del 30 luglio 2015, in merito alla detraibilità dell’IVA sugli acquisti posti in essere dagli organismi di formazione professionale che ricevono finanziamenti dal Fondo sociale europeo.

In particolare, le elargizioni di denaro pubblico che non abbiano il carattere di corrispettività (i.e. contributi a fondo perduto) sono tendenzialmente neutre agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, in quanto non incidono sulla determinazione dell’imposta, né dal lato attivo (del soggetto erogante) né dal lato passivo (del soggetto beneficiario).
Per il soggetto erogante, che operi nella qualità di soggetto passivo d’imposta, la neutralità dei contributi è direttamente desumibile:

  • dall’art. 2, terzo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, in base al quale «Non sono considerate cessioni di beni: a) le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro; […]»;
  • dall’art. 19, terzo comma, lettera c), del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, in base al quale – in deroga al divieto generale di detrazione previsto per le operazioni che, a valle, non danno luogo alla realizzazione di operazioni imponibili (come nel caso di operazioni escluse da IVA) – è ammesso il recupero dell’imposta assolta sugli acquisti di beni e servizi effettuati a monte dal soggetto che ha posto in essere la cessione di denaro (fuori campo IVA).

Specularmente, per il soggetto beneficiario del contributo a fondo perduto (i.e. l’organismo di formazione) il diritto a detrazione non è pregiudicato dalla natura contributiva delle somme percepite, bensì dipende esclusivamente dal regime impositivo delle operazioni attive dal medesimo poste in essere (ai fini che qui interessano, dal regime impositivo dell’attività di formazione svolta dagli organismi interessati).

Pertanto, per il soggetto beneficiario – ossia l’organismo di formazione nel caso di cui si discute – il diritto a detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti di beni e servizi «finanziati» da contributi fuori campo IVA, è soggetto alle regole di carattere generale che disciplinano il diritto di detrazione di cui agli artt. 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.
In particolare, in base all’art. 19, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, la detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti di beni e servizi compete nella misura in cui detti beni e servizi sono impiegati per realizzare operazioni imponibili o a queste assimilate. Non è, dunque, detraibile l’IVA relativa all’acquisto di beni e di servizi afferenti operazioni esenti o comunque non soggette all’imposta, salvo le deroghe previste dall’art. 19, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.

In senso conforme ai principi sopra enunciati, l’Agenzia delle Entrate si è espressa più volte, in numerosi documenti di prassi, in cui è stato chiarito che la detraibilità dell’IVA pagata all’atto dell’acquisto di beni e servizi da parte di un soggetto che agisce nell’esercizio di impresa, arte o professione, non risulta influenzata dalla percezione di erogazioni di carattere contributivo.
In altri termini, la richiesta condizione di inerenza degli acquisti di beni e di servizi deve essere verificata in relazione alle operazioni attive realizzate a valle dall’organismo di formazione professionale.

Ciò premesso, il Mef ribadisce il principio di carattere generale in base al quale per i beni e i servizi utilizzati esclusivamente per realizzare operazioni fuori campo IVA – rectius, servizi di formazione fuori campo IVA in quanto non riconducibili ad un rapporto caratterizzato dal nesso di sinallagmaticità perché resi agli utenti finali «gratuitamente» – non compete alcuna detrazione d’imposta.

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