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Acqua, pedaggi, contributi, multe: tutti gli aumenti in vigore da gennaio 2015

Acqua, pedaggi, contributi, multe: tutti gli aumenti in vigore da gennaio 2015
I rincari riguarderanno tutti i cittadini, ma secondo i calcoli della Cgia di Mestre coloro che subiranno gli aumenti più preoccupanti saranno le partite Iva iscritte alla sezione separata dell’Inps

Accanto allo scampato aumento delle accise sui carburanti, alla conferma del bonus Irpef, alla riduzione dell’Irap per le imprese e alla cancellazione dei contributi Inps a carico delle imprese per i neoassunti a tempo indeterminato, dal 1° gennaio 2015 sono scattati anche una serie di aumenti che interessano tutti gli italiani. Secondo la Cgia, che ha definito i rincari, le più penalizzate sono le categorie professionali che quotidianamente utilizzano l’auto o il camion e, soprattutto, i lavoratori autonomi iscritti alla sezione separata dell’Inps (freelance). Vediamo nel dettaglio i rincari nel 2015, così come sono stati elaborati dal centro studi di Mestre.

TARIFFE ACQUA POTABILE – Le tariffe relative all’acqua potabile del 2014 e 2015 sono state applicate per la prima volta con un metodo omogeneo per tutta Italia, sono stati attivati 4,5 miliardi di euro di investimenti. Per circa 40 milioni di italiani le tariffe sono state più care del +3,9% nel 2014 e del +4,8% nel 2015. Tuttavia, vi sono anche 6 milioni di consumatori che hanno avuto una riduzione della bolletta del 10%.

MULTE PER VIOLAZIONE DEL CODICE DELLA STRADA – In base al nuovo codice della strada, ogni due anni viene adeguato all’inflazione l’importo delle multe. Considerando la bassa crescita dei prezzi, si tratterà di un lievissimo adeguamento.

TASSE AUTOMOBILISTICHE – Saranno dovute anche per gli autoveicoli e motoveicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico. Rimane in vigore l’esenzione per gli autoveicoli e i motoveicoli ultra tentennali, come pure la disposizione che prevede una tassazione forfetaria in caso di circolazione sulla pubblica strada.

PEDAGGI AUTOSTRADALI – Gli aumenti dei pedaggi autostradali non supereranno l’1,5%.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI – Sale l’aliquota del prelievo INPS a carico degli Artigiani e dei Commercianti: dal 22,20% al 22,65% per gli Artigiani; dal 22,29% al 22,74% per i Commercianti.
Sale l’aliquota del prelievo INPS a carico dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata: dal 22% al 23,50% per coloro i quali sono iscritti anche ad altra forma previdenziale e per coloro che sono già pensionati; dal 27,72% al 30,72% per i lavoratori autonomi iscritti alla sola gestione separata.
(Per i lavoratori autonomi privi di partita IVA, l’aliquota del 2014 era pari al 28,72%).

BIRRA E PRODOTTI ALCOLICI – Ecco i rincari per gli alcolici: Accisa birra: da 2,7 euro a 3,04 euro per ettolitro; Accisa prodotti alcolici intermedi (es. vini liquorosi, “mistelle”, vini aromatizzati): da 80,71 euro a 88,67 euro per ettolitro; Accisa alcol etilico (es. rhum, whisky, gin): da 942,49 euro a 1.035.52 euro per ettolitro.

TASSAZIONE DEI FONDI PENSIONE – Sale dall’11 al 20% l’aliquota relativa all’imposta sostitutiva che si applica sul risultato netto maturato dai fondi di previdenza complementare in ogni periodo di imposta.
L’inasprimento di tassazione è “mitigato” dal riconoscimento di un credito di imposta pari al 9% del risultato netto maturato. Il credito di imposta è riconosciuto a condizione che un ammontare corrispondente di utile sia investito in attività finanziarie a medio-lungo termine, come individuate da apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

TASSAZIONE SULLA RIVALUTAZIONE DEL TFR – L’aliquota relativa all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi che si applica ai redditi derivanti dalla rivalutazione del trattamento di fine rapporto sale dal 11% al 17%.

POLIZZE VITA, RIDUZIONE DELL’ESENZIONE – Attualmente sono esenti da Irpef i capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita. In futuro, l’esenzione sarà limitata alla solo parte del capitale percepito a copertura del rischio demografico.

PELLET – L’Iva per l’acquisto di pellet passa dal 10% al 22%.

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