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Acconto IMU-TASI 2015: attesi 11,9 miliardi

Acconto IMU-TASI 2015: attesi 11,9 miliardi
Dal pagamento dell’acconto 2015 dell’IMU e della TASI, i Comuni incasseranno circa 10 miliardi di euro, parte dei quali verranno ripartiti sulla base di criteri di riequilibrio, a meno di oltre 600 milioni che verranno acquisiti al bilancio dello Stato, per effetto dei ulteriori tagli decisi con la legge di Stabilità 2015

E’ scaduto il 16 giugno il termine per il pagamento dell’acconto 2015 dell’IMU e della TASI. L’importo dell’acconto previsto – precisa una nota dell’IFEL – ammonta a circa 11,9 miliardi di euro, così suddivisi:

  • Tasi e IMU – Abitazione principale: 1.750 mln. di euro;
  • IMU e Tasi – Altri immobili quota Comuni: 8.300 mln. di euro;
  • IMU e Tasi – Altri immobili quota Stato: 1.850 mln. di euro.

I Comuni incasseranno circa 10 miliardi di euro, parte dei quali verranno poi ripartiti sulla base di criteri di riequilibrio, a meno di oltre 600 milioni che verranno acquisiti al bilancio dello Stato, per effetto dei ulteriori tagli decisi con la Legge di stabilità 2015.
Si tratta di risorse essenziali per il funzionamento dei Comuni, che quest’anno non hanno ricevuto alcun anticipo delle assegnazioni statali, come invece sempre avvenuto intorno al mese di marzo.

Molti commentatori evidenziano il peso dell’imposizione immobiliare – fortemente aumentato dal 2012, con il passaggio dall’ICI all’IMU – identificandolo come il segno dell’incapacità del sistema dei Comuni di contenere le proprie spese e con il conseguente ricorso incontrollato all’aumento delle aliquote. Ma – precisa l’IFEL – l’aumento dei principali gettiti comunali (tributo immobiliare e addizionale Irpef) tra il 2010 e il 2014 è direttamente dovuto al drastico ridimensionamento delle risorse deciso dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

A valori correnti, i trasferimenti statali ai Comuni sono diminuiti per 12,5 miliardi di euro, risultando ormai pressoché azzerati; il gettito dei principali tributi è aumentato di 11,1 miliardi, mentre le risorse complessivamente disponibili per i Comuni sono diminuite di quasi 4 miliardi di euro, considerando anche l’effetto dei vincoli da patto di stabilità. Gli aumenti del prelievo fiscale comunale sono stati determinati in grande misura da decisioni dello Stato, attraverso i continui cambiamenti dell’assetto delle entrate dei Comuni. Nella stragrande maggioranza dei casi, l’aumento del prelievo deciso dai Comuni non è arrivato a compensare la dimensione drammatica dei tagli subiti nel quadriennio.

In valori procapite costanti (2010), le variazioni 2010 – 2014 mostrano che per tutte le diverse fasce demografiche i recuperi fiscali non bilanciano le riduzioni di risorse decise nel quadriennio.
Il contributo che i Comuni hanno apportato al risanamento della finanza pubblica è ormai riconosciuto. La Corte dei Conti ha recentemente sottolineato la “sproporzione” della stretta finanziaria imposta agli enti locali dalle manovre di questi anni, rispetto alle amministrazioni centrali. Purtroppo, per scelte in larga parte non dipendenti dai Comuni, i cittadini sono stati gravati da un prelievo maggiore senza corrispondenti benefici sui servizi locali. Una parte cospicua delle tasse comunali è andata allo Stato per sostenere il risanamento della finanza pubblica, insieme alle riduzioni di spesa operate dai Sindaci.

L’IFEL ricorda che il pagamento dell’acconto IMU e TASI va calcolato sulla base del regime vigente nel 2014 nel Comune di ubicazione dell’immobile. L’acconto deve essere pari al 50% di quanto dovuto per lo scorso anno. Pertanto non è necessario conoscere le eventuali variazioni che i Comuni possono aver già deliberato, ma il cui termine ultimo è quello del bilancio di previsione, attualmente fissato al 30 luglio p.v.
In pratica il contribuente è in regola se ha versato l’acconto IMU e TASI entro il 16 giugno 2015, sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per il 2014 (e risultanti sul sito del Ministero dell’economia e delle finanze), salvo poi procedere ad eventuale conguaglio in sede di saldo nel caso di variazioni delle aliquote e delle detrazione dei citati tributi, che dovranno essere pubblicate dai Comuni sul sito Mef, entro il 28 ottobre 2015.

Nulla vieta, naturalmente, che, nel caso in cui il Comune abbia già deliberato in materia di aliquote e detrazioni IMU e Tasi, magari determinando condizioni più favorevoli rispetto al 2014, il contribuente possa far riferimento alle delibere relative a quest’anno anche per il pagamento dell’acconto.

Si deve infine ricordare che l’invio dei modelli precompilati per il pagamento della TASI e dell’IMU è un adempimento facoltativo dei Comuni. I Comuni hanno invece un ovvio obbligo di assistenza su richiesta del cittadino.

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