Diritto

Accettazione di eredità da parte del minore e dichiarazione di successione

Accettazione di eredità da parte del minore e dichiarazione di successione
L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario da parte del minore deve avvenire con la maggiore età. Anzi, i minori non s’intendono decaduti dal beneficio d’inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età. È da questo momento, quindi, che decorre il termine per assolvere agli obblighi fiscali con la presentazione della dichiarazione di successione

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario da parte del minore deve avvenire con la maggiore età. Anzi, i minori non s’intendono decaduti dal beneficio d’inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età. È da questo momento, quindi, che decorre il termine per assolvere agli obblighi fiscali con la presentazione della dichiarazione di successione.

Ad affermarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 841, depositata il 17 gennaio 2014.

IL CASO

A seguito della morte di un soggetto, avvenuta in data 26 marzo 1992, l’eredità veniva devoluta alla nipote, all’epoca minorenne. La minore accettava l’eredità con beneficio d’inventario, ai sensi dell’art. 484 c.c.

L’inventario veniva redatto, tuttavia, quasi 5 anni dopo, e cioè solo a seguito del raggiungimento della maggiore età della ragazza. In quel momento veniva anche presentata la denuncia di successione al fisco.

L’Agenzia delle Entrate riteneva tardiva la presentazione della dichiarazione. Secondo l’Ufficio, infatti, doveva essere presentata entro 6 mesi (ora 12) dal decesso, a prescindere dall’età dell’erede.

Tra l’altro, questo differimento temporale, aveva permesso di non assoggettare la successione ad INVIM ordinaria (imposta sull’incremento di valore degli immobili), contrariamente dovuta se fosse stata presentata al tempo in cui era avvenuto il decesso. Pertanto, veniva notificato alla contribuente un avviso di rettifica e di liquidazione dell’imposta principale di successione e dell’INVIM ordinaria.

Avverso l’atto impositivo, la contribuente ricorreva presso la Commissione tributaria provinciale competente che annullava la pretesa erariale. La decisione veniva altresì confermata in sede di appello.

Ricorreva in Cassazione l’Amministrazione finanziaria, lamentando, nuovamente, la tardiva presentazione della dichiarazione e, di conseguenza, la debenza dell’INVIM ordinaria, in luogo dell’imposta sostitutiva.

LA NORMATIVA

Secondo la normativa civilistica, un’eredità può essere accettata puramente e semplicemente, ovvero con il beneficio di inventario. Con l’accettazione pura e semplice l’erede confonde il suo patrimonio con quello del defunto che divengono, in tal modo, un unico patrimonio. Questa conseguenza può non sempre essere conveniente per l’erede, perché se nel patrimonio del de cuius i debiti superano i crediti, l’erede sarà tenuto comunque ad onorarli. Per questo motivo potrebbe convenire accettare l’eredità con beneficio di inventario. L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, infatti, consente di distinguere il patrimonio del defunto da quello dell’erede: in questo modo l’erede risponderà di eventuali debiti del defunto soltanto con il patrimonio ereditato.

A volte l’accettazione beneficiata non è facoltativa, ma obbligatoria. Infatti, devono accettare con beneficio d’inventario:

  • i minori o gli interdetti;
  • i minori emancipati o gli inabilitati;
  • le persone giuridiche, le associazioni, fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse, però, le società commerciali.

In particolare, l’art. 471 c.c. stabilisce che non si possono accettare le eredità devolute ai minori, se non col beneficio d’inventario. Inoltre, l’art. 489 c.c. prescrive che i minori non si intendono decaduti dal beneficio di inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età.

Per completezza, si ricorda che l’INVIM era un’imposta comunale istituita dal D.P.R. n. 643/1972.

È stata applicata dal 1° gennaio 1973 fino al 31 dicembre 2001. Essa era disposta nei casi di trasferimento della proprietà di terreni e fabbricati da chiunque effettuati. In pratica consisteva in un’imposta basata sulla differenza tra valore iniziale e valore attuale dell’immobile. Il gettito dell’imposta era attribuito ai Comuni.

L’art. 11, comma 3, D.L. n. 79/1997 aveva tuttavia previsto che per gli immobili caduti in successione, acquistati dal defunto prima del 31 dicembre 1992, fosse dovuta solidalmente dai soggetti che hanno acquistato il diritto di proprietà, oppure diritti reali di godimento sugli immobili medesimi, un’imposta, sostitutiva di quella comunale sull’incremento di valore degli immobili, pari all’uno per cento del loro valore complessivo alla data dell’apertura della successione

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La Corte di Cassazione, sezione tributaria civile, con la sentenza n. 841, depositata il 17 gennaio, ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia.

I Giudici, in particolare, confermano la correttezza dell’operato della contribuente fornendo, nel contempo, interessanti profili giuridici circa l’accettazione con beneficio d’inventario da parte del minore e la conseguente presentazione della dichiarazione di successione.

La Corte richiama, anzitutto, le disposizioni degli articoli 471 e 489 c.c.. In particolare, i Giudici si soffermano su quest’ultima disposizione – che è norma afferente la tutela civile del minore, avente il fine di evitare la decadenza dal beneficio di inventario – secondo la quale, come predetto, i minori non s’intendono decaduti dal beneficio d’inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età.

Tale norma va poi coordinata con l’art. 31, D.Lgs. n. 346/1990, secondo il quale la dichiarazione di successione deve essere presentata entro 6 mesi (attualmente 12) decorrenti dal termine per la formazione dell’inventario, se l’eredità è stata accettata con beneficio.

Fino, quindi, al decorso dell’anno dal raggiungimento della maggiore età, non scatta il termine per la redazione dell’inventario e pertanto anche gli obblighi tributari devono considerare tali tempi.

Ciò anche in considerazione del fatto che, ove il minore rinunciasse all’eredità, non possono essere poste a suo carico spese e, quindi, anche gli obblighi fiscali.

Ne consegue che il termine per la presentazione della dichiarazione di successione non comincia a decorrere fino a quando non scade quello legalmente stabilito per la formazione dell’inventario (1 anno dalla maggiore età). È da questo momento che decorreranno i sei mesi (ora 12) per la presentazione della dichiarazione di successione.

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