Diritto

Accertamento induttivo: ricarico secondo coerenza logica e congruità

Accertamento induttivo: ricarico secondo coerenza logica e congruità
Accertamento induttivo dei redditi determinati in base alle scritture contabili: coerenza logica e congruità

Con la sentenza n. 673 del 16 gennaio 2015, la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione ha individuato nella coerenza logica e nella congruità i canoni cui deve rispondere il criterio di determinazione della percentuale di ricarico nell’accertamento induttivo dei redditi determinati in base alle scritture contabili.

IL FATTO
L’Amministrazione finanziaria rettifica i ricavi del 2002 di una S.n.c. esercente l’attività di commercio di arredi e complementi di arredo: l’ufficio procedente utilizza una percentuale di ricarico del 48% (a fronte di quella dichiarata dal contribuente del 45%), calcolata come media aritmetica su un campione di merci pari al 9% del totale.

I Giudici di merito accolgono le doglianze della società contribuente e dei suoi due soci.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione, riuniti i ricorsi dell’Amministrazione finanziaria, li rigetta e condanna la parte soccombente al rimborso delle spese processuali. Il giudice di legittimità, condividendo le argomentazioni formulate nei gradi precedenti del giudizio, ritiene insufficiente il campione rappresentativo di merci e la percentuale di ricarico calcolata come media aritmetica e ciò alla luce della diversità di tipologia e prezzo dei prodotti inseriti nel campione di merci preso in considerazione dall’ufficio procedente.

Come deve essere calcolata la percentuale di ricarico?
Secondo la Suprema Corte, sia in caso di rettifica delle imposte sui redditi (Cass., sez. trib., 17 giugno 2011, n. 13319; Id., 16 maggio 2012, n. 7653; Id., 18 maggio 2012, n. 7871) sia in caso di rettifica dell’IVA (Cass., sez. trib., 16 dicembre 2009, n. 26312; Id., 6 dicembre 2011, n. 26177) il riscontro di incongrue percentuali di ricarico sulla merce venduta costituisce legittimo presupposto per l’accertamento induttivo, “purché la determinazione della percentuale di ricarico sia coerente con la matura e le caratteristiche dei beni venduti”. Ne consegue che il criterio di determinazione della percentuale di ricarico da applicarsi al costo del venduto deve rispondere a canoni di coerenza logica e congruità.

La media aritmetica può essere utilizzata qualora i vari beni-merce siano tra loro omogenei, mentre la media ponderata deve essere preferita quando sussista una notevole differenza tra le tipologie e il valore dei beni-merce.

Il campione dei beni-merce selezionato per il calcolo della percentuale di ricarico non può limitarsi soltanto ad alcuni articoli, ma assume una ampiezza variabile in relazione agli elementi conoscitivi acquisiti dall’ufficio procedente nel corso della propria istruttoria: si può trattare della totalità delle merci commercializzate dal contribuente, così come risultanti nell’inventario generale (Cass., sez. trib., 23 gennaio 2003, n. 979; id., 20 marzo 2009, n. 6849; Id., 20 marzo 2009, n. 6852) o comunque di un gruppo significativo per qualità e quantità dei beni (Cass., sez. trib., 18 settembre 2003, n. 13816).

Motivazione dell’atto impositivo e poteri del giudice tributario
La Sezione Tributaria ribadisce altresì che il criterio in base al quale l’Amministrazione finanziaria ha calcolato la percentuale di ricarico deve essere adeguatamente esplicitato nella motivazione dell’avviso di accertamento (cfr. Cass., sez. trib., 26 novembre 2014, n. 25100), mentre, in sede giurisdizionale, il giudice è tenuto a verificare la correttezza della scelta operata dall’ufficio procedente alla luce dei canoni di coerenza logica e congruità, “tenuto conto della natura, omogenea o disomogenea, dei beni-merce nonché della rilevanza dei campioni selezionati, e la loro rispondenza al criterio di media (aritmetica o ponderale) prescelto”.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 673/2015

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