Diritto

Accertamento: il questionario non può sostituire il contraddittorio

Accertamento: il questionario non può sostituire il contraddittorio
L’accertamento per incrementi patrimoniali prevede, obbligatoriamente, l’instaurazione da parte dell’Ufficio di un contraddittorio con il contribuente; il questionario con cui siano stati richiesti chiarimenti e documentazione, non può mai essere considerato al pari di un contraddittorio

Con la riformulazione dell’art. 38 del D.P.R. n. 600/73 la norma prevede l’obbligatorietà di attivazione, da parte dell’Ufficio, di un contraddittorio preventivo con il contribuente; quanto sopra in considerazione del giusto processo, e per porre le parti in causa in una posizione di equilibrio, in ossequio allo Statuto dei contribuenti. Lo ha ribadito la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la sentenza n. 6783 depositata il 16 dicembre 2014.

IL FATTO
La vertenza riguarda tre avvisi di accertamento con cui gli uffici delle Entrate di Milano accertavano maggiori redditi in capo al contribuente per incrementi patrimoniali. Contro questo atto il contribuente eccepiva la mancata instaurazione del contraddittorio, e, palesava come, in risposta a un questionario, aveva dimostrato, con esauriente documentazione, la corretta disponibilità degli incrementi patrimoniali.

La Commissione Tributaria Provinciale di Milano accoglieva i ricorsi.

Contro queste sentenze proponeva appello l’Agenzia erariale, sostenendo che le argomentazioni addotte dal ricorrente apparivano insufficienti a dimostrare gli incrementi. Il contribuente appellato si costituiva in giudizio con richiesta di conferma della decisione e la condanna alle spese di lite.

LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE LOMBARDIA
La CTR della Lombardia ha confermato l’annullamento degli accertamenti sia pure con differente motivazione. «Con la riformulazione dell’art. 38 del D.P.R. n. 600/73», osserva il collegio, «la norma prevede l’obbligatorietà di attivazione, da parte dell’Ufficio, di un contraddittorio preventivo con il contribuente; quanto sopra in considerazione del giusto processo, e per porre le parti in causa in una posizione di equilibrio, in ossequio allo Statuto dei contribuenti (legge n. 212/2000)”. La circostanza che assume un particolare significato (anche se in prima battuta può sembrare scontata) risiede nel fatto che, senza mezzi termini, la CTR lombarda ha stabilito che la richiesta di informazioni e documentazione con un questionario non può essere considerata al pari dell’instaurazione di un contraddittorio; per questo motivo, in primis, la decisione è stata confermata e gli accertamenti annullati, sia pure con le spese compensate.

Con la riformulazione dell’art. 38 del D.P.R. n. 600/73 la norma prevede l’obbligatorietà di attivazione, da parte dell’Ufficio, di un contraddittorio preventivo con il contribuente; quanto sopra in considerazione del giusto processo, e per porre le parti in causa in una posizione di equilibrio, in ossequio allo Statuto dei contribuenti.

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