Fisco

Accertamento delle società estinte: notifica degli atti presso l’ultimo domicilio fiscale

Accertamento delle società estinte: notifica degli atti presso l’ultimo domicilio fiscale
L’avviso di accertamento contenente la rettifica della dichiarazione della società cancellata dal Registro delle imprese sarà notificato alla società stessa presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale

L’art. 28 del decreto sulle Semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014) stabilisce che, ai soli fini della liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’art. 2495 c.c. ha effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese.

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo ai quesiti della stampa specializzata, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’operatività della suddetta norma.

A partire dal 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del decreto Semplificazioni, l’avviso di accertamento contenente la rettifica della dichiarazione della società cancellata dal Registro delle imprese sarà emesso nei confronti della societàcancellata” e notificato alla stessa presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale in quanto, a tal fine, l’effetto dell’estinzione si produrrà solo dopo cinque anni dalla data della cancellazione.

Al riguardo, l’Agenzia ricorda che la società, precedentemente alla cancellazione, potrà avvalersi, comunque, della facoltà di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel Comune del proprio domicilio fiscale, per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano ai sensi dell’art. 60, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 600/1973.

L’atto in questione, aggiunge l’Agenzia, potrà essere impugnato dai soggetti responsabili ai sensi degli articoli 2495 c.c. e 36, D.P.R. n. 602/1973.

Nuove regole con applicazione retroattiva
Come precisato nella circolare n. 31/E del 30 dicembre 2014, l’Agenzia ribadisce che le nuove regole sono applicabili anche per le attività di controllo riferite alle società che abbiano richiesto la cancellazione prima del 13 dicembre 2014, seppur nel rispetto dei termini di prescrizione e decadenza ordinari. Sul punto è tuttavia concreto il rischio di una declaratoria di incostituzionalità.

Infine, l’Agenzia delle Entrate si è espressa in ordine alle modalità di difesa da parte del socio della società estinta cui sia contestato l’incasso di somme, nell’ipotesi in cui queste siano riferite a presunti incassi non contabilizzati. In tale circostanza, i soci potranno provare di non aver percepito le somme contestate “con ogni mezzo di prova a disposizione, secondo le regole ordinarie previste dall’ordinamento tributario”.

Confermata la titolarità del diritto dei soci al rimborso
Infine, nel caso di crediti tributari che dovessero emergere successivamente alla cancellazione della società dal Registro delle imprese, la titolarità del diritto al rimborso può essere riconosciuta, pro quota, direttamente ai soci, che sono legittimati a richiederlo. A tal fine, come precisato nella risoluzione n. 77/E/2011, potrà essere opportuno procedere mediante conferimento di delega ad uno dei soci o a un terzo, al fine di evitare l’erogazione del rimborso a ciascun socio in proporzione alle quote sociali. Tale delega all’incasso può essere conferita, dagli stessi soci, anche all’ex liquidatore, previa comunicazione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

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