Diritto

Accertamento con adesione anche per l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro

Accertamento con adesione anche per l'avviso di liquidazione dell’imposta di registro
L’istanza di accertamento con adesione può essere presentata anche con riferimento ad un avviso di liquidazione dell’imposta di registro, poiché l’istituto non ha limitazione in ordine alla tipologia di atto

L’istanza di accertamento con adesione può essere presentata anche con riferimento ad un avviso di liquidazione dell’imposta di registro, poiché l’istituto non ha limitazione in ordine alla tipologia di atto. Qualora l’ufficio ne neghi l’applicazione con comunicazione inviata oltre il termine ordinario di 60 giorni per proporre ricorso, si avrà una violazione del principio di buona fede tra fisco e contribuente. Tali importanti principi sono stati affermati dalla CTR di Milano, sez. staccata di Brescia, con la sentenza n. 2481/67/15 depositata l’8 giugno 2015.

IL FATTO
Una società riceveva un avviso di liquidazione relativo ad imposta di registro. In particolare, prima di procedere con il ricorso, presentava istanza di accertamento con adesione, che veniva però respinta dall’ufficio. Quest’ultimo riteneva infatti che alla tipologia di atto notificato non fosse applicabile l’istituto, trattandosi di una mera liquidazione di un’imposta dovuta.
La contribuente presentava dunque ricorso innanzi alla Commissione tributaria competente, contestando, oltre al merito della pretesa fiscale, anche la legittimità del diniego di accertamento con adesione. Infatti, l’atto impugnato si concretizzava non in una mera liquidazione dell’imposta dovuta, ma in una attività di tipo accertativo.
L’Agenzia si costituiva in giudizio eccependo, pregiudizialmente, la tardività del ricorso: non applicandosi alla fattispecie l’istituto dell’accertamento con adesione, non poteva operare la sospensione di 90 giorni del termine decadenziale per impugnare l’atto.
La CTP accoglieva il ricorso confermando, tra l’altro, la legittimità dell’istanza di adesione presentata e, dunque, la tempestività dell’impugnazione. L’Agenzia presentava quindi appello innanzi la CTR.

LA DECISIONE DELLA CTR LOMBARDIA
La CTR della Lombardia ha respinto l’appello dell’ufficio, confermando la decisione di primo grado. I giudici affermano pregiudizialmente che l’istituto dell’accertamento con adesione è applicabile anche all’atto di liquidazione dell’imposta di registro (e dunque confermano, nella specie, la tempestività del ricorso introduttivo del giudizio).
Infatti, l’art. 3 del D.Lgs. n. 218/1997 prevede che il valore definito vincola l’ufficio ad ogni ulteriore effetto limitatamente ai menzionati tributi (imposte sulle successioni e donazioni, di registro, ipotecaria, catastale e comunale sull’incremento di valore degli immobili).
Dalla lettura di tale norma non appaiono limiti alla applicabilità dell’istituto al caso di specie, essendo lo stesso applicabile ad ogni fattispecie. Le parti possono infatti trovare, ad esempio, un accordo su modalità impositive dell’atto diverse sia da quelle dedotte dal contribuente che da quelle ipotizzate dall’Agenzia. Il termine “valore” non va inteso come un limite all’operatività dell’istituto alle sole fattispecie in cui si discuta sull’ammontare dello stesso, ma come una specificazione con riferimento delle imposte definite. In ogni caso, comunque, il provvedimento ricostruiva la volontà delle parti con un’attività di chiara natura accertativa.
La CTR, poi, sottolinea il non corretto comportamento dell’ufficio, poco rispettoso del principio di buona fede che deve sempre sorreggere i rapporti tra le Parti. L’Amministrazione, infatti, ha notificato alla contribuente il diniego all’adesione solo quando il termine ordinario di 60 giorni per impugnare l’atto era già spirato. Tale circostanza avrebbe, di fatto, impedito ogni tutela alla società.
Affermata, dunque, la tempestività del ricorso, la CTR ne afferma anche la fondatezza e respinge, dunque, l’appello dell’ufficio.

L’accertamento con adesione è disciplinato dal D.Lgs. n. 218/1997. In particolare, l’art. 1 sancisce che l’accertamento delle imposte sui redditi e dell’IVA può essere definito con adesione del contribuente. L’accertamento delle imposte sulle successioni e donazioni, di registro, ipotecaria, catastale e comunale sull’incremento di valore degli immobili, compresa quella decennale, può essere definito con adesione anche di uno solo degli obbligati, secondo le disposizioni seguenti.
In sostanza, dunque, una volta ricevuto un accertamento il contribuente potrà, prima di presentare il ricorso in Commissione tributaria e laddove l’atto non sia stato già preceduto da un invito al contraddittorio, presentare un’istanza di accertamento con adesione per una definizione dell’accertamento concordata in sede di contraddittorio con l’Amministrazione.
L’istanza va presentata all’ufficio che ha emanato l’accertamento entro 60 giorni dalla notifica dell’atto e sospende il termine per proporre l’eventuale ricorso per novanta giorni. Per comodità, nella prassi, si è soliti calcolare, ai fini della presentazione del ricorso successivo all’istanza predetta, 150 giorni dalla notifica dell’atto che si intende impugnare.
Pertanto, con tale procedura il contribuente avrà 150 giorni di tempo a decorrere dalla notifica dell’atto di accertamento (oltre all’eventuale sospensione dei termini feriali che va, a partire da quest’anno, dal 1° al 30 agosto) per proporre ricorso se non perviene alla definizione.
L’istanza di adesione può essere presentata anche nei confronti di un atto che sia soggetto, poiché di importo non superiore a 20.000 euro, alla procedura di reclamo/mediazione. In questo caso, l’istanza va presentata sempre entro 60 giorni dalla notifica dell’atto e sospende per 90 giorni la presentazione del reclamo. Se la procedura di adesione non ha esito positivo, si dovrà procedere con la presentazione dell’istanza di reclamo-mediazione (che in questo caso sarà trattata da un ufficio diverso rispetto a quello che ha curato l’accertamento con adesione).
Da evidenziare che nel caso in cui il procedimento di adesione abbia esito positivo e, dunque, si trovi un accordo tra il contribuente e l’Agenzia, saranno dovute le maggiori imposte rideterminate e le relative sanzioni ridotte ad 1/3 del minimo previsto.

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