Diritto

Accertamenti bancari: gli assegni emessi nei confronti di terzi giustificano le movimentazioni

Accertamenti bancari: gli assegni emessi nei confronti di terzi giustificano le movimentazioni
Gli assegni emessi nei confronti di terzi beneficiari tratti su un conto aziendale comprovano, in via induttiva, come esistente la condizione necessaria ad escludere la presunzione che gli stessi prelevamenti fossero ricavi non dichiarati

Gli assegni emessi nei confronti di terzi beneficiari tratti su un conto aziendale comprovano, in via induttiva, come esistente la condizione necessaria ad escludere la presunzione che gli stessi prelevamenti fossero ricavi non dichiarati. Lo ha affermato la Commissione Tributaria Regionale della Basilicata nella sentenza n. 311/3/15 del 22 aprile 2015.

IL FATTO
Un contribuente proponeva opposizione avverso un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate contestava, ai fini dell’attività d’impresa, maggiori ricavi risultanti da una differenza fra i ricavi dichiarati e quelli accertati a seguito di controllo sia bancario che postale.

Avverso tale atto proponeva ricorso il contribuente, rilevando di avere ampiamente giustificato i movimenti bancari.

La Commissione Provinciale rigettava il ricorso nella considerazione che l’avviso di accertamento fosse scaturito dalle risultanze di un Pvc di contestazione redatto dalla Guardia di Finanza su indagini disposte dall’Autorità giudiziaria. Sui movimenti bancari e postali accertati e non contestati, il contribuente non aveva fornito alcuna giustificazione, né in occasione del verbale di contestazione né in ordine alla provenienza e/o inerenza degli importi negoziati.

Avverso tale decisione il contribuente proponeva appello.

LA DECISIONE DELLA CTR BASILICATA
La CTR ha accolto il ricorso presentato dal contribuente. Ad avviso della Corte territoriale, erroneamente i giudici di prime cure non avrebbero tenuto in considerazione che tra i prelevamenti, ritenuti dall’Ufficio non giustificati per € 107.044,91, erano compresi assegni emessi in favore di terzi sul conto aziendale sul quale transitavano tutti i movimenti finanziari dell’impresa.

Detti assegni riportavano l’indicazione dei beneficiari e quindi risultava in via induttiva comprovata come esistente la condizione necessaria ad escludere la presunzione che detti prelevamenti fossero ricavi non dichiarati.

Ne consegue l’accoglimento del ricorso.

Ctr Basilicata – Sentenza N. 311/3/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *