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Abolire il canone Rai, primo sì da Bruxelles alla proposta leghista. Migliorano i conti nel semestre

La proposta leghista di abolire il canone Rai incassa un primo sì dal Parlamento Europeo
La proposta leghista di abolire il canone Rai incassa un primo sì dal Parlamento Europeo che adesso chiede alla Commissione Ue di aprire un’indagine sul tema

La proposta leghista di abolire il canone Rai incassa un primo sì a Bruxelles. Il Parlamento Europeo ha ufficialmente accolto e dichiarato ammissibile la petizione promossa dall’europarlamentare leghista Mara Bizzotto e dal Clirt (Comitato per la Libera Informazione Radio Televisiva) di Marostica e ha chiesto alla Commissione Ue di aprire un’indagine sul tema.

La Rai, intanto, riduce drasticamentre le perdite. Nel primo semestre del 2013 il risultato netto è stato negativo per 3,2 milioni di euro a fronte di una perdita, nello stesso periodo dello scorso anno, di 129 milioni di euro. «Al miglioramento gestionale hanno concorso l’assenza dei grandi eventi sportivi e importanti azioni di controllo sui costi», spiega l’azienda. «Questo nonostante una riduzione dei ricavi complessivi del gruppo di circa 50 milioni di euro rispetto al 2012, determinati principalmente dalla ulteriore contrazione del mercato pubblicitario».

Il risultato operativo del primo semestre è stato pari a 28,6 milioni di euro (115,2 perdita operativa 2012) con un miglioramento di 143,8 milioni. In particolare il consuntivo del secondo trimestre 2013 ha fatto segnare un utile netto pari a 3,2 milioni di euro in miglioramento sia rispetto al primo trimestre, nel quale si era registrata una perdita di 6,4 milioni di euro, sia rispetto al secondo semestre del 2012 in cui la perdita fu di 117 milioni di euro.

«Nel complesso – aggiunge la Rai – tali risultati confermano l’andamento indicato nel piano industriale che prevede per il 2013 un risultato operativo positivo e un pareggio del risultato netto nel 2014. L’indebitamento netto consolidato al 30 giugno è stato pari a 70,3 milioni di euro rispetto ad una posizione di 366,2 milioni di euro al 31 dicembre 2012, in riduzione principalmente per motivi stagionali».

«Non siamo fuori dalla tempesta – ha commentato il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, intervenendo al videoforum di repubblicita.it – ma credo che si sia fatto un buon lavoro in Rai e sono ragionevolmente soddisfatto. Il settore pubblicitario ha avuto un pessimo primo trimestre, un mediocre secondo trimestre, mentre il terzo sembra ci sia una leggera crescita della pubblicità. Un buon segnale economico per il Paese e quindi per noi, sembra esserci una ripresina della raccolta pubblicitaria».

Quanto all’ipotesi di abolizione del canone Rai «a me risulta che sia una tassa, e le tasse vanno pagate, ed è grave quando si invita a non pagare», ha commentato Gubitosi.

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