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Abitazioni non prima casa: IVA al 10% vincolata alla categoria catastale

Abitazioni non prima casa: IVA al 10% vincolata alla categoria catastale
L’IVA, per le cessioni di case di abitazioni che non beneficiano dell’agevolazione prima casa, si applica nella misura del 10% a prescindere dalle caratteristiche di lusso o non di lusso dell’immobile

Per le cessioni di case di abitazioni che non beneficiano dell’agevolazione prima casa, l’IVA si applica nella misura del 10% a prescindere dalle caratteristiche di lusso o non di lusso dell’immobile; ad assumere rilevanza è la sola classificazione catastale dell’immobile.

Disciplina applicabile fino al 31 dicembre 2013
Fino al 31 dicembre 2013, i presupposti per beneficiare dell’agevolazione prima casa erano identici ai fini sia dell’imposta di registro, sia dell’IVA. Infatti:

  • (ai sensi del punto 1 dell’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. n. 131/1986) l’imposta di registro era dovuta nella misura del 3% per i trasferimenti aventi ad oggetto “case di abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969”, in presenza dei requisiti dell’agevolazione prima casa, di cui alla nota II-bis allo stesso articolo;
  • (ai sensi del n. 21 della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972) l’IVA era dovuta nella misura del 4% per le cessioni di “case di abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969”, in presenza dei requisiti dell’agevolazione prima casa di cui alla citata nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. n. 131/1986.

L’agevolazione prima casa era, pertanto, esclusa per le case di abitazioni che, indipendentemente dalla classificazione catastale, avessero le caratteristiche per essere definite “di lusso” in base al D.M. 2 agosto 1969.

Disciplina applicabile dal 1° gennaio 2014 al 12 dicembre 2014
A decorrere dal 1° gennaio 2014, l’art. 10, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 23/2011, nel sostituire il punto 1) dell’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. n. 131/1986, ha previsto che l’imposta di registro per l’acquisto della prima casa è dovuta nella misura del 2% per i trasferimenti di case di abitazione, “ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis”.
Dal 2014, dunque, l’applicazione dell’agevolazione prima casa risulta vincolata, ai fini dell’imposta di registro, alla categoria catastale in cui è classificato o classificabile l’immobile e non più alle caratteristiche individuate dal D.M. 2 agosto 1969.
Le categorie catastali per le quali non è possibile fruire dell’agevolazione prima casa sono quelle che identificano:

  • le abitazioni di tipo signorile (categoria A1);
  • le abitazioni in ville (categoria A8);
  • i castelli e i palazzi di eminenti pregi artistici e storici (categoria A9).

Va da sé che l’agevolazione prima casa, siccome prevista per l’acquisto dell’abitazione, non può essere fruita in relazione agli immobili rientranti in categorie catastali diverse da quelle previste per gli immobili abitativi (ad esempio, uffici e studi privati, di cui alla categoria A10).

Il D.Lgs. n. 23/2011 non ha, invece, modificato il n. 21) della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972, sicché – per i trasferimenti soggetti ad IVA – ai fini dell’individuazione della case di abitazione “non di lusso”, alle quali si applica l’agevolazione prima casa, hanno continuano ad essere rilevanti i criteri previsti dal D.M. 2 agosto 1969, a prescindere dalla categoria catastale nella quale l’immobile risulta classificato in catasto (circolare dell’Agenzia delle Entrate 21 febbraio 2014, n. 2, § 1.3).

Disciplina applicabile dal 13 dicembre 2014
L’art. 33 del decreto sulle Semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014), nel modificare il n. 21) della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972, ha previsto che l’aliquota IVA del 4% si applica alle case di abitazione “ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9”, in presenza dei requisiti dell’agevolazione prima casa, di cui alla citata nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. n. 131/1986.
Dal 13 dicembre 2014, pertanto, anche ai fini IVA, l’agevolazione prima casa è vincolata alla categoria catastale dell’immobile, non assumendo più alcun rilievo, in ordine all’individuazione delle case di abitazione oggetto dell’agevolazione, le caratteristiche previste dal D.M. 2 agosto 1969, che contraddistinguono gli immobili “di lusso”.
Resta inteso, come precedentemente ricordato, che l’agevolazione prima casa non si applica ai trasferimenti di immobili non abitativi, come quelli rientranti nella categoria catastale A10 (uffici e studi privati).

L’intervenuto riallineamento della disciplina applicabile ai fini dell’IVA e dell’imposta di registro ha, tuttavia, determinato un’incoerenza all’interno della normativa in materia di IVA. A seguito, infatti, del mancato coordinamento del n. 127-undecies) della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972 con il riformulato n. 21) della Tabella A, Parte II, allegata allo stesso decreto, l’IVA è dovuta nella misura del 10% per le cessioni di case di abitazioni che non beneficiano dell’agevolazione prima casa alla condizione che si tratti di immobilinon di lusso” secondo i criteri di cui al D.M. 2 agosto 1969.
Dal 13 dicembre 2014, pertanto, alle cessioni di case di abitazione definite “di lusso” dal D.M. 2 agosto 1969, ma classificate nelle categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6, A7 e A11, dovrebbe applicarsi:

  • l’aliquota IVA del 4%, se ricorrono i requisiti dell’agevolazione prima casa di cui alla citata nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. n. 131/1986;
  • l’aliquota IVA ordinaria (attualmente pari al 22%), in caso contrario.

Per rimediare alla descritta incongruenza, nella circolare 30 dicembre 2014, n. 31/E (§ 24.2), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in base ad una “interpretazione sistematica” delle disposizioni in materia di IVA sui trasferimenti immobiliari, deve ritenersi superato il riferimento, contenuto nel n. 127-undecies) della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972, alle caratteristichedi lusso” definite dal D.M. 2 agosto 1969, assumendo invece rilevanza la categoria catastale di classificazione dell’immobile.

In definitiva, dal 13 dicembre 2014, gli immobili classificati nelle categorie catastali:

  • A1, A8 e A9 non possono beneficiare dell’agevolazione prima casa e vanno assoggettati a IVA con l’aliquota ordinaria (22%);
  • A2, A3, A4, A5, A6, A7 e A11:
    – (se acquistati come prima casa) sono soggetti a IVA con l’aliquota del 4%;
    – (se acquistati non come prima casa) sono soggetti a IVA con l’aliquota del 10%.
Agenzia delle Entrate – Circolare N. 31/E/2014

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