Italia

A luglio aperte oltre 41mila partite Iva: una su 4 riguarda giovani senza lavoro

Giovani alla ricerca di nuove opportunità. A luglio sono state aperte 41.192 nuove partite Iva: in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra un leggero aumento (+2,9%), e rispetto al mese precedente l’incremento sale al +4,4%. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle partite Iva del Dipartimento delle Finanze. Quasi la metà delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni e poco più di un terzo alla classe 36-50 anni. Un’apertura su 4 riguarda giovani disoccupati o in mobilità.

Le persone fisiche aprono meno partite Iva. Per quanto riguarda la distribuzione per natura giuridica, è in leggera flessione la quota relativa alle persone fisiche nelle aperture di partita Iva (pari a l72,3%) in favore delle società di capitali che superano la soglia del 20%.

In un anno forte calo per le società di persone. Rispetto al luglio 2012 il Ministero mette in evidenza un forte calo di aperture relativo alle società di persone (-20,3%) e «apprezzabili» incrementi per società di capitali e persone fisiche, andamento influenzato sia dalle nuove norme che facilitano la costituzione di S.r.l. sia dall’adesione al regime fiscale di vantaggio riservato ai giovani sotto i 35 anni.

Al Nord oltre il 42% delle aperture. Il 42,4% delle aperture si colloca al Nord, il 23,5% al Centro e il 34% al Sud e Isole; il confronto con luglio dello scorso anno evidenzia, in una prevalenza di aumenti, un andamento molto irregolare, con differenze più marcate in Regioni meno popolose (Umbria, Molise e Sardegna con aumenti attorno al 15% e Valle d’Aosta e Calabria con cali di oltre il 10%). La classificazione per settore produttivo mostra che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: il 24,3% del totale, seguito dalle attività professionali con circa il 13%.

Incrementi consistenti in attività finanziarie e comunicazione. Rispetto a luglio 2012, tra i settori principali si notano i sensibili incrementi delle attività finanziarie e della comunicazione (34,2% e 17,3%), mentre i pochi settori in (modesto) calo sono l’agricoltura, i trasporti e le attività immobiliari. Si segnala, dopo 10 mesi consecutivi di calo, una lieve ripresa del settore delle costruzioni (+0,8%).

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