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730 precompilato: quando si definisce “accettato senza modifiche”

730 precompilato: quando si definisce "accettato senza modifiche"
Qual è il confine tra “dichiarazione accettata senza modifiche” e “dichiarazione con modifiche”? Secondo l’Agenzia delle Entrate, il 730 precompilato non è considerato “accettato senza modifiche” con dati su cui si richiede la verifica da parte del contribuente

Nell’attesa di rendere pubblica la circolare che affronterà le novità sulla dichiarazione precompilata introdotta dal decreto Semplificazioni fiscali, l’Agenzia delle Entrate inizia a fornire alcune risposte ai tanti dubbi che le nuove norme stanno generando. L’occasione è data dal tradizionale incontro con la stampa specializzata che si tiene ogni anno a fine gennaio.
A dire il vero, sulla nuova dichiarazione le risposte fornite sono poche e non coprono i tantissimi dubbi che gli operatori (CAF, commercialisti e consulenti del lavoro, fra tutti) stanno sollevando.

I punti affrontati riguardano due punti cruciali:

  • il confine tra “dichiarazione accettata senza modifiche” e “dichiarazione con modifiche”;
  • i limiti della responsabilità per i CAF e i professionisti.

Dichiarazione accettata e modificata
Il primo aspetto riguarda un dubbio su cosa realmente si debba intendere per “dichiarazione accettata senza modifiche”.
Le conseguenze – in termini di controlli e responsabilità – variano a seconda che la dichiarazione predisposta dall’Agenzia venga accettata tout court oppure venga modificata.
Infatti, il vantaggio dell’accettazione senza modifiche consiste in una “esenzionedai controlli formali pur restando la possibilità, per l’Agenzia delle Entrate, di controllare la sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, comprese quelle per familiari a carico, e alle agevolazioni nonché degli oneri certificati dai sostituti d’imposta per i quali gli stessi non hanno effettuato le relative trattenute; in pratica, accettando la dichiarazione si rendono definitivi gli eventuali crediti, che non verranno sottoposti a controlli preventivi anche se superiori a 4.000 euro, ma verranno direttamente rimborsati.
Invece, nel caso di trasmissione con modifiche si assiste ad una attività di controllo graduata a seconda che il contribuente trasmetta in proprio la dichiarazione modificata, tramite il sostituto o tramite un CAF/professionista (cfr. Tabella n. 1).

Tabella n. 1

Presentazione della dichiarazione precompilata, direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale senza modifiche non si effettua il controllo:
1) formale sui dati forniti con le certificazioni da parte dei sostituti d’imposta e sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi. Su tali dati, resta fermo il controllo della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, comprese quelle per familiari a carico, e alle agevolazioni, nonché degli oneri certificati dai sostituti d’imposta per i quali gli stessi non hanno effettuato le relative trattenute (ad esempio, nel caso in cui il 730 contenga l’indicazione di interessi passivi derivanti da un mutuo contratto per l’acquisto di una casa ove il contribuente non ha più la dimora abituale, l’Agenzia sarà legittimata a recuperare la maggiore imposta con applicazione di sanzioni e interessi);
2) previsto, entro sei mesi dalla scadenza dei termini per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, ove questa sia successiva alla scadenza di detti termini, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni (art. 1, comma 586, legge n. 147/2013).
In pratica, chi accetterà la dichiarazione proposta dall’Amministrazione finanziaria si vedrà accreditare nella busta paga o nella pensione crediti di qualsiasi importo, senza dover attendere che l’Agenzia, prima di procedere direttamente al rimborso, si riservi sei mesi di tempo per effettuare i controlli qualora l’eccedenza, se di importo superiore 4.000 euro, si sia formata anche per effetto di detrazioni per carichi di famiglia o di eccedenze derivanti da precedenti dichiarazioni.
Presentazione della dichiarazione precompilata con modifiche a) nel caso di presentazione, direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, della dichiarazione precompilata con modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, non operano le esclusioni dal controllo di cui al numero 1 sopra citato;
b) nel caso di presentazione della dichiarazione precompilata, anche con modifiche, effettuata mediante CAF o professionista, il controllo formale è effettuato nei confronti del CAF o del professionista, anche con riferimento ai dati relativi agli oneri, forniti da soggetti terzi, indicati nella dichiarazione precompilata. Resta fermo il controllo nei confronti del contribuente della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, comprese quelle per familiari a carico, e alle agevolazioni, nonché degli oneri certificati dai sostituti d’imposta per i quali gli stessi non hanno effettuato le relative trattenute.

Qualora le informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate risultino incomplete, queste non vengono inserite direttamente nella dichiarazione precompilata, ma sono esposte in un ulteriore prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed inserirle nel precompilato.
Il dubbio è sorto proprio su questo punto: in questo caso, se il contribuente dovesse confermare il dato e inviare autonomamente (o tramite sostituto) il modello, come va considerata la dichiarazione?
Più precisamente, è una dichiarazione “accettata senza modifiche” o no?
Secondo l’Agenzia delle Entrate no: si tratta, a tutti gli effetti, di una dichiarazione “modificata” con tutte le conseguenze sopra esposte.
In pratica, secondo tale interpretazione restrittiva, se l’onere non è stato indicato nella dichiarazione precompilata ma è stato inserito nel prospetto separato perché si è ritenuta necessaria una verifica del dato da parte del contribuente, anche se il contribuente riporta in dichiarazione il dato segnalato separatamente, la dichiarazione non può essere considerata “accettata senza modifiche” e, pertanto, non opera l’esclusione dal controllo formale.

Limiti alla responsabilità
L’altra risposta, non meno interessante della prima, riguarda la conferma dell’esonero da responsabilità per i CAF/professionisti riguardo al controllo “della sussistenza delle condizioni soggettive” che danno diritto a detrazioni e deduzioni.
La nuova norma sulla responsabilità costituisce uno dei punti più controversi e contrastati di tutta l’operazione.
Infatti, la dichiarazione (accettata o modificata, precompilata o ordinaria) trasmessa dal CAF/intermediario deve essere provvista di visto di conformità.
Però, il CAF/intermediario risponde a titolo di responsabilità per l’errato controllo dei dati documentali ed è tenuto nei confronti dell’Erario al pagamento di un importo corrispondente al pagamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione nella misura del 30% (sanzione ridotta ad 1/8, quindi al 3,75% se presenta una dichiarazione integrativa entro il 10 novembre).
La responsabilità non scatta se l’infedeltà del visto è determinata da dolo o colpa grave del contribuente (circostanza, questa, non sempre facilmente dimostrabile).
La norma, comunque, prevede che resta fermo il controllo nei confronti del contribuente della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, comprese quelle per familiari a carico, e alle agevolazioni, nonché degli oneri certificati dai sostituti d’imposta per i quali gli stessi non hanno effettuato le relative trattenute.

Il chiarimento richiesto all’Agenzia delle Entrate riguarda proprio questo ultimo aspetto. In caso di disconoscimento della detrazione/deduzione per assenza dei requisiti soggettivi, l’imposta, la sanzione e i relativi interessi a chi saranno richiesti?
Per l’Agenzia non ci sono dubbi: in questi casi, l’imposta, la sanzione e gli interessi saranno comunque richiesti al contribuente, anche in caso di presentazione della dichiarazione tramite CAF o professionista.
Ad esempio, nel caso in cui non risulti corretta l’effettiva destinazione dell’immobile ad abitazione principale ai fini della verifica sulla detrazione degli interessi sul mutuo, sarà il contribuente e solo lui a rispondere dei rilievi da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Quindi sui CAF/professionisti grava “solo” la responsabilità, anzi la pesante responsabilità (visto che risponde anche dell’imposta del contribuente), derivante da un infedele visto di conformità… e scusate se è poco.

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