Fisco

730 precompilato e visto di conformità: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

730 precompilato e visto di conformità: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate detta istruzioni per il rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni da parte di CAF e intermediari abilitati, con particolare riferimento alle modifiche introdotte dal decreto Semplificazioni fiscali in materia di 730 precompilato

Con la circolare n. 7/E del 26 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate detta chiarimenti in merito al visto di conformità a seguito delle modifiche apportate dal decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, con specifico riferimento alle sanzioni, previste dall’art. 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, alle garanzie, di cui agli articoli 6 e 22 del decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164 e alle modalità di esecuzione dei controlli, di cui all’articolo 26 del medesimo decreto ministeriale. Ricordiamo che il D.Lgs. n. 175/2014 introduce, in via sperimentale, la dichiarazione dei redditi precompilata e apporta modifiche alla disciplina sull’assistenza fiscale e in tema di controlli formali.

Adempimenti a carico dei professionisti
Ai sensi dell’art. 35, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, i professionisti che possono apporre il visto di conformità sono gli iscritti:

  • nell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;
  • nell’albo dei consulenti del lavoro;
  • nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria.

Tali soggetti devono presentare alla Direzione regionale territorialmente competente, una comunicazione con i dati anagrafici il domicilio e la denominazione. Tale comunicazione deve includere anche copia della polizza assicurativa, la dichiarazione di possesso dei requisiti morali richiesti e la dichiarazione di non sussistenza di provvedimenti di sospensione all’ordine di appartenenza.

L’art. 25 del decreto n. 164 del 1999 stabilisce che, qualora il professionista non svolga correttamente l’attività di assistenza fiscale, l’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali deve essere revocata ai sensi dell’art. 8 del decreto 31 luglio 1998 e detta norma, a sua volta, dispone che i provvedimenti di revoca devono essere “resi pubblici dall’Amministrazione finanziaria nelle forme che essa ritiene più opportune”.

Il professionista abilitato che eserciti l’attività di assistenza fiscale nell’ambito di un’associazione professionale può effettuare la trasmissione telematica delle dichiarazioni anche mediante l’associazione a cui lo stesso appartiene. L’attività non può essere effettuata da altro professionista, anche se abilitato, della stessa associazione diverso da quello che ha apposto il visto sulle dichiarazioni.
Per l’attività di assistenza fiscale sulle dichiarazioni 730 il professionista non può avvalersi di una società di servizi.

In materia di decorrenza della facoltà di apporre il visto di conformità da parte dei professionisti, la circolare n. 14/E del 2013 ha chiarito che il professionista deve essere abilitato a far data dal 30 giugno dell’anno nel corso del quale presta l’assistenza.
Al riguardo, in considerazione del nuovo termine per la presentazione delle dichiarazioni, l’Agenzia delle Entrate precisa che, a decorrere dall’assistenza fiscale prestata nel 2015, il professionista debba essere abilitato dalla data di apertura del canale per la trasmissione delle dichiarazioni precompilate, che sarà pubblicata sul sito internet della stessa Agenzia, e comunque prima della trasmissione delle dichiarazioni. Qualora il professionista risulti abilitato in data successiva al luglio 2015, potrà prestare l’assistenza fiscale per la presentazione della dichiarazione 730 solo a partire dall’anno seguente.

Adempimenti a carico dei CAF
Lo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale da parte di un CAF è subordinato al rilascio di autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate e, in particolare, della Direzione regionale territorialmente competente, con riferimento al luogo ove la società richiedente ha la sede legale.

Nuovi requisiti per le polizze assicurative
I CAF e i professionisti abilitati devono adeguare al nuovo massimale la polizza per la copertura dei rischi derivanti dall’assistenza fiscale (stabilito dal decreto semplificazioni in 3 milioni di euro), prima dell’apposizione del visto, anche se la polizza stessa non era ancora scaduta alla data di entrata in vigore del decreto.
Solo in caso di visto di conformità sul 730 precompilato, la polizza deve essere integrata anche con la previsione esplicita della copertura per il rischio relativo al pagamento di imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente in caso di rilascio di visto infedele.

La polizza assicurativa della responsabilità civile per gli eventuali danni causati nel fornire assistenza fiscale deve garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente e prevedere il risarcimento nei 5 anni successivi alla scadenza del contratto.
In merito, la circolare ricorda che la responsabilità in capo al CAF o professionista è limitata al solo visto infedele, e non ai comportamenti di condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Inoltre, se il CAF o il professionista riscontrano errori sul visto, sono tenuti ad avvisare il contribuente e a presentare una dichiarazione rettificativa entro il 10 novembre dell’anno in cui è stata prestata assistenza, anche in assenza di consenso. La responsabilità degli intermediari è, in questi casi, limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente.

Il vademecum sui controlli
Il documento di prassi fornisce un quadro di sintesi degli adempimenti cui sono tenuti i professionisti abilitati al rilascio del visto di conformità, con riferimento ai diversi modelli dichiarativi.
In particolare, per quanto riguarda il modello 730, il rilascio del visto è subordinato alla verifica della corrispondenza di: ritenute; versamenti; spese per oneri; crediti ed eccedenze d’imposta.
CAF e professionisti non sono, invece, tenuti a verificare la correttezza dei redditi indicati dal contribuente, salvo quelli di lavoro indicati in dichiarazione, che devono corrispondere a quanto esposto nelle certificazioni uniche (CU).

Infine, per quanto concerne i controlli formali da parte dell’Amministrazione, la circolare chiarisce che a partire dall’assistenza fiscale prestata nel 2015, CAF e professionisti avranno 60 giorni di tempo per trasmettere telematicamente la documentazioni richieste. Entro i successivi 60 giorni, l’Amministrazione finanziaria comunicherà l’esito dei controlli e i motivi per cui ha rettificato i dati contenuti in dichiarazione, in modo da permettere agli intermediari di fornire ulteriori chiarimenti.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 7/E/2015

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