Fisco

28 scadenze fiscali sulle PMI

Nei prossimi due mesi, secondo le stime del Centro studi della CGIA, saranno 28 le scadenze fiscali e contributive che si concentreranno sulle imprese italiane, chiamate a versare allo Stato e agli Enti locali una cifra pari ad almeno 76 miliardi di euro.

L’imposta che richiederà il maggiore “sforzo” finanziario – sottolinea la CGIA – deriverà dalle liquidazioni Iva, con le imprese che dovranno corrispondere all’Erario oltre 26 miliardi di euro, seguite dal versamento dell’acconto Ires che garantirà alle casse dello Stato 16,9 miliardi di euro. Altri 11,6 miliardi di gettito deriveranno dal pagamento del secondo acconto Irap.

Tra le ulteriori scadenze che gli imprenditori dovranno onorare vengono segnalate le ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti del settore privato e quelle riferite ai lavoratori autonomi (pari a 12 miliardi di euro), gli acconti Irpef (4,8 miliardi) e il pagamento della seconda rata Imu (4,4 miliardi).

Dal gettito complessivo, non sono state incluse le cifre riguardanti i versamenti relativi all’ultima rata della Tares (la nuova tassa sui rifiuti) e i contributi INPS a carico delle imprese e dei dipendenti.

La CGIA ha dunque calcolato gli effetti che queste scadenze avranno sulle micro imprese: l’ammontare della spesa media, per una società a responsabilità limitata con 12 addetti, supererà 54.500 euro.

Sfiancate dalla crisi e sempre più a corto di liquidità, c’è il pericolo che molte piccole e micro imprese non riescano a superare questo vero e proprio stress test fiscale” – queste le parole del segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, commentando i dati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *