Sconto in fattura e cessione del credito: la tassa occupazione suolo non salva la deroga

I paletti dell'articolo 1, comma 5, del D.L. 39/2024 richiedono l'effettiva "materiale esecuzione dei lavori". Un costo accessorio non basta a garantire la deroga

L'introduzione del decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39 (convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2024, n. 67), ha impresso un'ulteriore e significativa accelerazione al generale blocco dell'esercizio delle opzioni alternative alla detrazione diretta, ovvero lo sconto in fattura e la cessione del credito, previste dall'articolo 121, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge n. 34 del 2020. La normativa mira a circoscrivere le casistiche eccezionali che consentono di superare il divieto, già introdotto dal D.L. n. 11/2023. In particolare, l'articolo 1, comma 5, del D.L. n. 39/2024 ha stabilito un requisito stringente per l'applicazione delle deroghe preesistenti, limitandole agli interventi per i quali, alla data del 30 marzo 2024 (entrata in vigore del decreto), sia stata sostenuta alcuna spesa, documentata da fattura, per lavori già effettuati. Con la risposta n. 103 del 15 aprile 2025 l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti importanti.

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