Prova di resistenza e contraddittorio preventivo: riallineati diritto interno e principi europei
La Cassazione ricompone un decennale contrasto giurisprudenziale e ridefinisce i confini del diritto di difesa del contribuente nelle verifiche “a tavolino”

La sentenza n. 21271/2025 delle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, pubblicata il 25 luglio 2025, si impone come una delle pronunce più significative dell'anno in materia tributaria. Il suo valore non risiede nella semplice risoluzione di una singola controversia, ma nell'esplicito e magistrale sforzo di armonizzare il diritto interno con i principi del diritto dell'Unione Europea, chiarendo in modo definitivo i contorni della “prova di resistenza” che il contribuente è chiamato a fornire in caso di mancato contraddittorio preventivo. La decisione, pur applicando una disciplina previgente, fornisce un quadro interpretativo che si pone in perfetta continuità logica e giuridica con il recente rafforzamento normativo operato dall'art. 6-bis della legge n. 212/2000.