Il fallito può agire solo se il curatore rimane inerme
Il debitore mantiene la soggettività tributaria ma perde la legittimazione processuale, che gli viene restituita solo in caso di provata inerzia del curatore

L'amministrazione del patrimonio di un'impresa insolvente, in seguito alla dichiarazione di liquidazione giudiziale (ex fallimento), è un tema complesso che interseca il diritto societario, fallimentare e tributario. Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione, l'ordinanza n. 19794 del 17 luglio 2025, ha offerto un'importante chiarificazione su chi detiene la legittimazione ad agire in giudizio in queste circostanze, ribaltando l'orientamento di un giudice di merito e consolidando principi già espressi dalle Sezioni Unite.