Fatture false, la Cassazione ribadisce: “l’esame degli indizi deve essere complessivo”
I prelievi in contanti senza giustificazione, vicini agli incassi, sono un indizio forte di retrocessione delle somme

Un'importante pronuncia della Corte di Cassazione, l'ordinanza n. 22490 del 4 agosto 2025, ha ribadito un principio cardine in materia di accertamento tributario: l'analisi degli elementi indiziari, che portano a valutare l'esistenza o meno di un'operazione, non può essere “parcellizzata” ma deve essere condotta sia singolarmente che, soprattutto, in modo complessivo. La Corte ha censurato una sentenza di merito che aveva sottovalutato la correlazione temporale tra gli incassi di fatture e i prelievi in contanti ingiustificati, ritenendo tale comportamento un forte indizio di retrocessione dei fondi.