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Legge 407/90: Agevolazioni previste anche per le aziende che licenziano, ma esclusione di qualsiasi attività autonoma

Una delle agevolazioni cardine su cui il mercato del lavoro italiano ha fatto leva negli ultimi vent’anni è rappresentato senza dubbio dalla legge n. 407/90. Precisamente all’art. 8, comma 9 della citata legge sono previste particolari agevolazioni contributive in favore dei datori di lavoro (imprese, consorzi di imprese, enti pubblici economici, datori iscritti negli albi professionali) che assumono, con contratto a tempo indeterminato (anche part-time) lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi.
Le agevolazioni contributive in parola sono stabilite nelle misure che seguono: per la generalità dei datori di lavoro, ammessi al beneficio, si applica per un periodo di trentasei mesi una riduzione del 50% dei contributi dovuti a carico del datore di lavoro fermo restando il versamento dell’intera quota a carico del lavoratore; per le imprese operanti nel Mezzogiorno e per le imprese artigiane si applica l’esenzione totale per un periodo di trentasei mesi, decorrenti dalla data di assunzione del lavoratore, dei contributi a carico del datore di lavoro, mentre è dovuta l’intera contribuzione a carico del lavoratore; i datori di lavoro operanti nei territori del Mezzogiorno che non rivestono la natura di impresa (enti pubblici economici, liberi professionisti, consorzi di imprese ivi compresi quelli di imprese artigiane) hanno solamente diritto alla riduzione del 50%.
Tali misure agevolative vengono applicate anche ai contributi assistenziali dovuti all’Inail. Il premio annuale dovuto all’Inail viene infatti ridotto in base alle percentuali sopra indicate, fino ad azzerarsi per le imprese artigiane ed ubicate nel Mezzogiorno.
La prerogativa fondamentale legata all’applicazione di tale agevolazione era innanzitutto la condizione del lavoratore di soggetto “molto svantaggiato” e dunque, secondo i dettati pronunciati dalla Comunità Europea, in possesso dello status di disoccupato da almeno 24 mesi.  Lo status di disoccupato deve essere comprovato da apposita certificazione rilasciata dai Centri per l’Impiego.
In aggiunta allo status di disoccupato deve altresì essere presente anche la situazione oggettiva legata al fatto che “l’assunzione agevolata” non deve essere effettuata in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi.
L’arco temporale di riferimento ai fini dell’eventuale sostituzione è da rapportare ai 6 mesi immediatamente precedenti l’assunzione, in analogia a quanto previsto, in materia di riduzioni o sospensioni di personale, dall’art. 15, c. 6 della legge n. 264/1949, così come modificato dall’articolo 6, c. 4 del D.Lgs. n. 297/2002 (prima della modifica il termine era fissato in 12 mesi). Ad ogni modo, una volta decorsi sei mesi dalla cessazione dei precedenti rapporti di lavoro, è possibile ammettere alle agevolazioni contributive previste dall’art. 8, c. 9, L. n. 407/1990 i datori di lavoro che procedano a nuove assunzioni di personale, in presenza dei requisiti di legge.
Con l’entrata in vigore della legge n. 92/2012 sono state apportate alcune modifiche al richiamato articolo 8, comma 9 della L. n. 407/1990. In base al nuovo dettato legislativo, i soli licenziamenti che impediscono la fruizione del beneficio contributivo sono quelli che trovano la loro causa nel giustificato motivo oggettivo o nella riduzione del personale. Ne consegue che, in tutti gli altri casi di licenziamento (giusta causa, mancato superamento del periodo di prova, ecc.) è ammessa la fruizione delle agevolazioni contributive.
Mentre, prima dell’emanazione della legge n. 92/2012, qualsiasi motivazione di licenziamento rappresentava causa ostativa all’applicazione del beneficio, adesso assistiamo ad un restringimento di tali limitazioni.
In precedenza, infatti, qualsiasi licenziamento intimato, ivi compreso quello per giusta causa, rendeva impossibile l’accesso all’agevolazione contributiva del lavoratore assunto entro 6 mesi in sostituzione di quello cessato. Alla luce delle modifiche apportate con la legge n. 92/2012, anche l’Inps si è espresso attraverso il messaggio n. 19818/2012, per risolvere un quesito posto da un’azienda, ed esaurendo così un dubbio interpretativo.
L’azienda in questione ha proceduto al licenziamento di alcuni dipendenti e nei mesi successivi ha assunto un numero superiore di lavoratori beneficiando delle agevolazioni di cui all’art. 8, comma 9, Legge n. 470/90.
L’istituto di previdenza ha ritenuto assunzioni sostitutive soltanto quelle pari al numero dei lavoratori licenziati. Le assunzioni eccedenti, concretizzando un reale incremento occupazionale, potranno, pertanto, beneficiare delle agevolazioni in esame. Facendo un esempio pratico l’azienda che ha licenziato 2 lavoratori e ne assume, entro i sei mesi successivi, un numero pari a 3, potrà beneficiare delle agevolazioni soltanto per un lavoratore, corrispondente alla differenza. Fermo restando la sussistenza dei requisiti soggettivi.
Il messaggio dell’Inps, fa leva sulla questione numerica, ma non chiarisce se con la locuzione “in sostituzione” debbano considerarsi le medesime mansioni o meno svolte dai lavoratori licenziati.
Pertanto, rimane da chiarire se i lavoratori assunti in numero eccedente rispetto a quelli cessati, per poter beneficiare delle agevolazioni contributive in esame, debbano essere assegnati alle stesse mansioni dei lavoratori cessati oppure anche a mansioni diverse.

INPS – MESSAGGIO 3 DICEMBRE 2012 N. 19818

IL CASO

Un’azienda, che ha proceduto al licenziamento di alcuni dipendenti, entro i sei mesi successivi assume un numero superiore di lavoratori con le agevolazioni previste dalla Legge n. 407/90. La sede Inps competente, accertata tale situazione, comunica all’azienda il mancato riconoscimento delle agevolazioni contributive per tutti i lavoratori assunti nei sei mesi successivi a detto licenziamento.
L’interpello n. 37/2010 Min. Lav. chiarisce, infatti, sul punto “che il datore di lavoro non possa fruire dei benefici contributivi di cui all’art. 8, comma 9 della L. n. 407/1990, qualora nei sei mesi precedenti alle nuove assunzioni, abbia effettuato licenziamenti per giusta causa o receda dal contratto per mancato superamento del periodo di prova” in quanto il licenziamento per giusta causa nonché il recesso per mancato superamento del periodo di prova trovano fondamento (se legittimamente esercitati) nella discrezionalità imprenditoriale del datore di lavoro.
L’azienda interessata non condivide l’applicazione nel merito del provvedimento in quanto “l’art. 8.comma 9 della legge n. 407/90 fa esplicito riferimento, quale condizione di inapplicabilità, al concetto di sostituzione” e ritiene che le assunzioni effettuate possano essere considerate in sostituzione solo quelle corrispondenti al numero dei licenziamenti posti in essere e chiede, pertanto, per i restanti lavoratori – per cui si concretizza un reale incremento occupazionale, aderendo così allo spirito della norma – il riconoscimento delle agevolazioni di cui alla legge n. 407/90.

RISPOSTA

Premesso che l’art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990 fa esplicito riferimento, quale condizione di inapplicabilità dei benefici contributivi, al fatto che l’assunzione non debba avvenire in sostituzione di lavoratori licenziati o sospesi per qualunque causa nei sei mesi precedenti e che tale previsione, considerata la sua genericità, ha dato luogo a dubbi interpretativi ed applicativi, si precisa che la sostituzione deve intendersi in senso numerico: ne deriva che, per ipotesi, se il medesimo datore di lavoro licenzia nei sei mesi precedenti tre lavoratori, tale condizione può essere considerata ostativa ai fini del riconoscimento del beneficio contributivo solo in relazione alla successiva assunzione di altri tre lavoratori.
Nel caso prospettato quindi, poiché la ditta ha prima licenziato alcuni lavoratori (tra l’altro, con la causale per qualcuno del recesso per mancato superamento del periodo di prova e per altri per giustificato motivo soggettivo) e poi ne ha assunti, richiedendo il riconoscimento dei benefici contributivi in oggetto, in numero superiore a quelli licenziati, il beneficio dovrà essere riconosciuto per un numero di lavoratori corrispondenti alla differenza.
Ad esempio: se l’azienda licenzia due lavoratori e ne assume (entro i sei mesi successivi) dieci, il beneficio di legge spetterà per otto lavoratori.
Si deve in proposito sottolineare che i problemi interpretativi ed applicativi di questa norma sono parzialmente superati – per le assunzioni dal 18.07.2012 – in seguito alla riforma del mercato del lavoro che ha previsto, modificando la disposizione e restringendo il campo delle limitazioni, come condizione ostativa al riconoscimento dei benefici contributivi, il fatto che le assunzioni siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese licenziati per giustificato motivo oggettivo o per riduzione di personale o sospesi; verranno date indicazioni al riguardo anche in relazione al coordinamento del nuovo art. 8, co. 9, con i principi generali di cui alla legge n. 92, art. 4, commi 12 e 13.
Si invita a utilizzare questo criterio per pratiche ancora da definire (per le assunzioni ante 18.07.2012) e per ricorsi presentati dalle aziende; non si ritiene opportuno riesaminare d’ufficio pratiche chiuse, a prescindere dal criterio adottato per la loro definizione.

  • Maria Teresa

    Buongiorno!
    Vorrei chiedere un informazione. Da poco ho aggiornato la scheda anagrafica, in fondo alla prima prima pagina ho trovato la seguente dicitura: “Stato occupazionale: Disoccupato lunga durata (12 mesi)” “Categoria di appartenenza D.lgs 181/00″.
    Visto che ci vogliono 24 mesi di disoccupazione e non 12 per rientrare nella 407/90, secondo voi c’è uno sbaglio? O lunga disoccupazione si tratta di un altra cosa nel mio caso ? Grazie

    • http://www.lavorofisco.it/ LavoroFisco.it

      Ciao Maria Teresa. Ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs n. 181/2000 si intendono per disoccupati di lunga durata “coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un’attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di nuova occupazione da più di dodici mesi”. Per accedere ai benefici di cui all’art. 8, comma. 9, della Legge n. 407/90, tuttavia, sono necessari ventiquattro mesi di iscrizione presso le apposite liste di collocamento, per cui il requisito è più stringente rispetto alla definizione di disoccupato di lunga durata.

      • Maria Teresa

        Grazie del chiarimento!Quindi un’azienda, nel mio caso, non potrebbe usufruire di nessuno sgravio fiscale se mi assumesse?

        • http://www.lavorofisco.it/ LavoroFisco.it

          Quanti anni hai?

          • Maria Teresa

            38!

            • http://www.lavorofisco.it/ LavoroFisco.it

              L’unico incentivo che può essere applicabile è quello previsto dalla L. n. 92/2012, articolo 4, commi 8-11. In particolare, si prevede uno sgravio del 50% dei contributi. Tuttavia, è richiesta una anzianità di iscrizione pari ad almeno 24 mesi, a meno che non risiedi in aree considerate “svantaggiate”; in questo caso sono sufficienti 6 mesi di iscrizione (es. Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata). Per maggiori informazioni ti consigliamo la lettura di questa guida: http://www.lavorofisco.it/assunzione-di-disoccupati-over-50-ecco-come-chiedere-gli-incentivi-allinps.html

  • http://cervellotto.net/ CervelLotto

    Salve, ho la necessità di porvi un quesito urgente. Sono due anni che sono disoccupata, e mi dovrebbero assumere con la legge 407. Il consulente del lavoro del mio futuro datore di lavoro mi chiede le dichiarazioni dei redditi per l’anno 2013 e l’anno 2012.
    Ma la legge 407 oltre ai due anni di disoccupazione richiede che negli ultimi 3 anni non si debba aver superato gli 8.000 euro?
    Ciò che non capisco è perchè mi chiede gli anni 2013 e 2012. Non dovrebbe chiedermi il cud 2014 (per l’anno 2013) ed l’unico 2013 (per l’anno 2012)?

    • http://www.lavorofisco.it/ LavoroFisco.it

      Ciao CervelLotto. Effettivamente è una richiesta inconsueta, nel senso che qualora il datore di lavoro volesse verificare la tua attuale iscrizione nelle liste di disoccupazione, potrebbe tranquillamente richiederti copia della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro rilasciata al C.P.I. Il Cud serve solo al Centro per l’Impiego per accertare che durante questi anni non abbia svolto un’attività lavorativa tale da comportare la perdita dello stato di disoccupazione a causa del superamento del reddito minimo personale escluso da imposizione fiscale (8.000 euro annui in caso di lavoro subordinato/parasubordinato, 4.800 euro annui in caso di lavoro autonomo). Ciò premesso, recati al C.P.I. e chiedi il rilascio di una copia della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, dopodichè consegnala al datore di lavoro. Successivamente dovrai recarti nuovamente al C.P.I. con i Cud degli anni precedenti per richiedere il rilascio del certificato di iscrizione necessario per richiedere all’Inps l’applicazione dell’esenzione totale o parziale dal versamento dei contributi a carico del datore di lavoro.

  • marisa

    Salve, faccio parte di un’associazione di volontari (la Croce Verde),
    che ha ottenuto dei contributi per assunzione di personale per un
    importo di 6.000 euro per ognuno (in totale 4) per 6 mesi. Può
    l’associazione assumere a tempo determinato con agevolazioni, in modo da
    far lavorare più ore con più retribuzione, anzichè utilizzare il
    maggior importo per contributi previdenziali? Mi riferisco in
    particolare all’assunzione di donne di qualsiasi età e uomini con almeno
    50 anni Art. 4 co.8/11 L. 92/2012, poichè in Sardegna? Ci sono,
    eventualmente, altre agevolazioni per il tempo determinato per i
    contributi previdenziali?

    • http://www.lavorofisco.it/ LavoroFisco.it

      Ciao Marisa. Purtroppo al momento gli unici incentivi che non richiedono un’assunzione a tempo indeterminato sono quelli che hai citato, relativi a donne e soggetti con oltre 50 anni di età. Per i restanti soggetti, oltre al possesso di requisiti specifici previsti dalle singole disposizioni normative, è richiesto che l’assunzione venga effettuata a tempo indeterminato, allo scopo di creare una maggiore stabilità all’interno del mercato del lavoro. Ciò premesso, qualora l’associazione volesse assumere dei lavoratori apponendo un termine al contratto, non potrebbe accedere a tutti i nuovi benefici previsti dalle ultime normative (es. quelli previsti per le assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni, per chi sta percependo il sussidio di disoccupazione ASpI, etc.).

      • marisa

        E’ possibile però l’assunzione a tempo determinato per due dipendenti per 6 mesi e per altri 2 dipendenti per i sei mesi successivi con la stessa legge Art. 4 co.8/11 L. 92/2012, anche se non ci sono altri contratti a tempo indeterminato?