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Dal 1° Gennaio l’Aspi sostituirà la Disoccupazione Ordinaria

Novità in arrivo per chi resterà senza lavoro il prossimo anno. Dal 1 gennaio 2013 entrerà ufficialmente in vigore l’ASpI, l’Assicurazione Sociale Per l’Impiego introdotta dalla Riforma del Lavoro Fornero (Legge n. 92/2012) che andrà a sostituire l’assegno di disoccupazione e, dal 2017, l’indennità di mobilità. Ma quali sono i requisiti e le procedure per ottenere l’ASpI?

Riassumiamo nel dettaglio cosa cambierà per i disoccupati a seguito dell’introduzione di questo ammortizzatore sociale.

Chi può richiedere l’ASpI?
Il requisito fondamentale per ottenere l’ASpI è lo stato di disoccupazione. Il sussidio è destinato ai dipendenti privati (esclusi gli operai agricoli che hanno una copertura diversa), dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato, apprendisti, soci lavoratori di cooperativa e artisti che abbiano perso l’impiego involontariamente. Potranno farne domanda i lavoratori che abbiano maturato almeno 2 anni di anzianità assicurativa e 1 anno di contribuzione (52 settimane) nell’arco dei due anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Questi serviranno per il calcolo dell’indennità. Non è prevista l’ASpI in caso di dimissioni del lavoratore.

Come presentare la domanda?
La presentazione della richiesta di accesso all’indennità ASpI va inoltrata telematicamente all’Inps dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro ed entro 2 mesi dalla stessa.

Quanto si percepisce con l’ASpI?
Dal 2013 al 2016 è previsto un periodo transitorio durante il quale la durata del sussidio dipenderà dall’anzianità del lavoratore e dalla media delle retribuzioni imponibili previdenziali dell’ultimo biennio. In via sperimentale, nel primo triennio il lavoratore potrà chiedere di incassare l’intera somma in un’unica soluzione se avvia una nuova attività di lavoro autonomo, un’impresa o l’associazione a una cooperativa. Dal 1 gennaio 2016 entrerà a regime e sarà erogata per 12 mesi ai lavoratori sotto i 55 anni di età, per 18 mesi sopra i 55 anni. L’importo dell’indennità non può mai superare il massimale della Cassa integrazione (per il 2012 è di 1.119,32 euro): se la retribuzione mensile è sotto 1.180 euro l’indennità è del 75%; se è sopra i 1.180 euro l’indennità sarà del 75% più il 25% del differenziale fra questo tetto e l’importo in busta paga. Dopo i primi sei mesi l’indennità scende del 15%, dopo un anno di un altro 15%.

Quando si perde il diritto al sostegno dell’ASpI?
Perde il diritto al sostegno dell’ASpI chi rinuncia, durante il periodo in cui ne usufruisce, a un’offerta di lavoro la cui retribuzione sia superiore di almeno il 20% alla cifra ricevuta come indennità.

Cosa succede se non raggiungo i requisiti per l’ASpI?
Per i lavoratori dipendenti che non hanno i requisiti per accedere all’ASpI, la riforma prevede una Mini ASpI, per la quale saranno sufficienti 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi e verrà corrisposta per un periodo pari alla metà delle settimane lavorate nell’ultimo anno, con gli stessi importi previsti dall’ASpI (75% della retribuzione mensile).

..E per i Co.co.pro?
Per i collaboratori a progetto non è prevista l’ASpI, ma dal 1 gennaio 2013 viene loro aumentata l’“una tantum”. Per averne diritto bisogna: essere iscritti alla Gestione Separata Inps con almeno 4 mensilità accreditate nell’anno precedente; aver lavorato in regime di mono-committenza nell’ultimo anno; avere un reddito lordo fino a 20mila euro; trovarsi in uno stato di disoccupazione ininterrotta per almeno due mesi. L’importo dell’indennità è pari al 5% del minimale annuo, moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione.

Cosa sono i Fondi di solidarietà?
Nei settori non coperti dalla cassa integrazione, vengono istituiti fondi di solidarietà bilaterali obbligatori nelle aziende con più di 15 dipendenti.